IL TIRO MANCINO

Mi rendo conto che l'argomento non è dei più divertenti. E preferirei anch'io oggi dedicarmi a Luca Toni e Buffon come la maggior parte degli italiani. Però quello che è successo nelle ultime 24 ore la dice lunga sul comportamento sovversivo di certi giudici. Non può passare inosservato. E come dice il ministro dell'Interno Maroni nell'intervista oggi al Giornale non può restare impunito.
Sabato mattina alle 11.52 l'Ansa lancia una notizia flash, di quelle urgenti e importanti. «Il Csm dice che la sospensione dei processi è incostituzionale». Nelle redazioni dei giornali parte un fremito: che ci volete fare, ormai ci accontentiamo di poco. E così entusiasmandoci davanti al Csm come fosse lo spogliarello della Canalis, ci mettiamo a costruire interventi, interviste, titoli, pagine. Nessuno del Csm smentisce. Anzi, il vicepresidente Nicola Mancino, parlando ad Avellino ai margini di un convegno su etica ed economia, si lascia andare a considerazioni pesanti: «La politica non cerchi espedienti per eludere le leggi». Il riferimento a Berlusconi risulta a tutti evidente come una zanzara sulla testa di Kojak.
E così ieri, domenica mattina, tutti i quotidiani se ne escono con il loro bel titolo: «Blocca processi, alt del Csm» (Repubblica), «Blocca processi, il Csm attacca» (Corriere), «Il Csm contro il governo» (La Stampa) e «Il Csm: incostituzionale fermare i processi» (nel nostro piccolo, il Giornale). I giornali non fanno a tempo a uscire dalle edicole, però, e il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, sale come una madonna pellegrina al Quirinale, da Napolitano (che è pure presidente del Csm), per fare retromarcia. Con un imbarazzo grande quanto il buco nei bilanci di Roma e il capo cosparso di cenere, l'ex dc spiega che il Csm non si è pronunciato su nulla, che quella era solo una bozza, o forse neanche una bozza, uno scarabocchio, e che il «parere è inesistente». Se Napolitano a un certo punto non l'avesse congedato probabilmente avrebbe negato anche di aver parlato ad Avellino, e forse avrebbe negato pure l'esistenza di Avellino.
Scena patetica. Ma non basta. Ora qualcuno deve spiegare: perché nessuno del Csm ha smentito ieri, quando la notizia veniva rilanciata prima dalle agenzie e poi da tutti i telegiornali? Perché per un intero giorno si è lasciato che passasse il messaggio «il Csm è contro il governo»? Trattasi di attacco a organo costituzionale: qualcuno ne risponderà? E ancora: come è arrivata quella notizia alle agenzie? Ce l'ha portata un passerotto? Una cinciallegra? Un cuculo col ciuffo? E perché il Csm fa uscire un parere che non è un parere su una legge che il Parlamento deve ancora discutere? Vuole forse sostituirsi a esso? Una volta i giudici applicavano le leggi. Ora le vogliono fare. Perfetto: ma allora perché, la prossima volta, non si presentano alle elezioni? Almeno sarà tutto chiaro ed eviteranno di doversi vergognare tra scarabocchi, finti scarabocchi, attacchi nascosti, rimestamenti nel torbido e qualche inopportuno tiro Mancino.
Si potrebbe proseguire, ma io mi fermo qui. Ve lo dicevo: il tema è di vitale importanza ma piuttosto noioso. Meglio dedicarsi a Luca Toni e Buffon. Se non altro, poi, nel football le regole sono chiare: l'arbitro magari sbaglia, ma non pretende mai di tirare il calcio di rigore.
Mario Giordano