Tiroide, al Policlinico Gemelli l’operazione è diventata lampo

Anna Maria Greco

Il Policlinico Gemelli di Roma è uno dei 5 centri in Italia dove si toglie la tiroide con una cicatrice di solo 2 centimetri e riducendo al minimo i rischi per la voce, il dolore e i danni estetici. L’Unità Operativa di Chirurgia Endocrina diretta dal professor Rocco Bellantone utilizza, infatti, l’intervento mininvasivo con la tecnica degli ultrasuoni messo a punto all’università di Pisa dal dipartimento di Chirurgia generale diretto dal professor Paolo Miccoli. Un bisturi a ultrasuoni e una telecamera a fibre ottiche consentono di asportare la tiroide in modo molto meno invasivo. In Italia sono 7 milioni i cittadini che soffrono di alterazioni o tumori alla ghiandola, 80% dei quali sono donne tra i 25 e 50 anni e l’interesse è grande. La nuova tecnica operatoria chiamata Mivat (Minimally-invasive video-assisted thyroidectomy), si può eseguire in anestesia locale, dura solo 40 minuti, riduce la cicatrice sul collo da 5 a 2 centimetri, abbatte a meno dell’1% il pericolo di lesioni ai nervi della laringe e riduce a meno del 3% la probabilità di complicanze post-intervento. Subito dopo il paziente può lavarsi, alzarsi e mangiare e in media viene dimesso in 24 ore.