Tirrenia taglia le linee: salpa lo sciopero

L’unità sindacale viene ritrovata appieno sulle banchine non appena si diffonde la voce che la Tirrenia ha deciso di tagliare le linee dei traghetti da Genova per Olbia e per Porto Torres. E subito scatta la linea dura, questa volta approvata anche da Cisl e Uil, che impone il blocco del traghetto pronto a salpare per la Sardegna.
L’assemblea straordinaria quanto improvvisa, viene convocata alle 16, proprio sul traghetto Janas che presta servizio sulla rotta che verrà cancellata. Al Terminal si raduna tutto il personale della nave, sia marittimo sia amministrativo. L’ordine del giorno non è formalizzato ma è semplice da intuire: da Roma è arrivata la notizia che oggi dovrebbe essere firmato il decreto di soppressione, tra gli altri, dei collegamenti da Genova a Olbia e a Porto Torres. La situazione non riguarda infatti solo la Liguria e in diversi porti scatta lo stato di agitazione. L’operazione voluta dalla compagnia di navigazione significherebbe un taglio di circa 500 posti di lavoro. Anche il sindacato Ugl trasporti proclama l’agitazione e denuncia il rischio per l’occupazione.
A Genova l’assemblea si protrae fino a sera, fino a quando c’è da decidere sulle «forme di lotta» da intraprendere subito. E passa la linea della fermezza. Il traghetto non salpa. Almeno non subito. Iniziano i contatti con i lavoratori nella speranza di sbloccare la situazione, ma le notizie che arrivano da Roma non aiutano a sbloccare lo stallo. Intanto la protesta dilaga anche in altri porti: da Olbia il traghetto verso Civitavecchia è partito con tre ore di ritardo proprio per l’agitazione del personale marittimo. Proteste anche sui traghetti Saremar tra La Maddalena e Palau.