Tisane e incensi alla cannabis Dilagano spice e smart dugs

Allarme per gli adolescenti: comprano legalmente su internet bevande energizzanti e profumatori d'ambiente, ma li usano come droga. Mancuso, capitano dei carabinieri: "Ne sottovalutano gli effetti"

Milano - Tisane, bevande energizzanti o profumatori d'ambiente, non sempre vengono usate per quello per lo scopo per cui nascono. Sempre più, infatti, vengono usate come smart drugs, o droghe furbe, soprattutto dagli adolescenti, poco informati sui loro reali effetti. Si acquistano legalmente su internet, tra smart shop virtuali, social network e farmacie online.

Nuovi consumatori A rivelarlo è Luigi Mancuso, capitano del nucleo investigativo dei carabinieri di Roma, al 66/o congresso della Società italiana di pediatria. Con queste nuove droghe "c’è anche la nascita di un nuovo tipo di consumatore - spiega Mancuso - Vediamo infatti questi ragazzi che non le percepiscono come droghe e ne sottovalutano gli effetti, tanto che si sono verificati diversi casi di intossicazione. Cercano notizie su internet, tra blog e social network, e tendono a consumare più droghe insieme, spesso associandole all’alcool".

Incensi alla cannabis L’ultima moda in fatto di smart drugs vede avanzare il fenomeno delle spice, "ovvero miscele di più erbe che possono essere fumate come tabacco - precisa il capitano - ma vendute come profumatori d’ambiente. Al loro interno sono stati trovati dei cannabinoidi sintetici, e hanno effetti simili alla cannabis. Per fortuna l’intervento istituzionale è stato veloce, visto che dall’aprile 2010 il ministero della Salute ne ha vietato la commercializzazione con un’ordinanza, e da giugno questi cannabinoidi sono stati inseriti nella tabella delle sostanze vietate".

Droghe etniche Tra le nuove droghe, ci sono anche quelle etniche o naturali, di origine vegetale ma "che sono generalmente importate dagli immigrati che si trasferiscono qui, e finora il loro consumo è rimasto circoscritto in queste comunità".