Tiscali crolla in Borsa L’aumento di capitale sembra più vicino La società: «Non è stata presa nessuna decisione» Per gli analisti il provvedimento è inevitabile

Tiscali in forte calo a Piazza Affari (-20,02%). Sul titolo pesano i risultati resi noti dalla società guidata da Mario Rosso nella serata di venerdì che vedono perdite per il 2008 a 242,7 milioni e che hanno portato il capitale a ridursi di oltre un terzo.
Gli operatori hanno però fatto notare che il forte ribasso è dovuto anche alle attese di un possibile aumento di capitale per cercare di rafforzare la società. Vero è che da aprile diversi servizi di Tiscali chiuderanno, come ad esempio la musica, mentre ha già chiuso la tv.
Del resto il comunicato di venerdì scorso ha anche annunciato una mega svalutazione della partecipazione World Online International per circa 950 milioni di euro. E visto che le perdite hanno superato un terzo del capitale di Tiscali, queste ultime hanno anche fatto scattare il riequilibrio patrimoniale previsto dall’articolo 2446 del codice civile. La norma prevede infatti una convocazione urgente dei soci se il capitale è diminuito di oltre un terzo a seguito di perdite, per sottoporre agli azionisti un rafforzamento patrimoniale della società; «se entro l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l’assemblea ordinaria o il consiglio di sorveglianza che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate». E nello stato patrimoniale consolidato del gruppo a fine 2008 il patrimonio netto è calato dunque a circa 4,8 milioni di euro da circa 207 milioni nel 2007.
Nonostante tutto, però, la società ieri in serata ha emesso un comunicato precisando che allo stato attuale non è previsto un aumento di capitale da richiedere al mercato e che a breve sarà formalizzata la proposta da presentare all’assemblea del 29 aprile. Secondo gli analisti la strada è segnata: «La situazione è complessa, ma con un debito netto che è circa 120 volte il patrimonio netto la società deve essere ricapitalizzata», ha spiegato un operatore. Dalla parte di Tiscali c’è l’accordo raggiunto con le banche creditrici, ossia Intesa Sanpaolo e JpMorgan che hanno concesso la sospensione nel pagamento di debiti e interessi fino a fine giugno mentre procede la rinegoziazione del debito bancario. Ora a guidare i negoziati con le banche c’è il fondatore del gruppo che è anche il maggiore azionista con circa il 20% del capitale, cioè Renato Soru. Il cui compito è oggettivamente difficile dato che la posizione finanziaria netta del gruppo è negativa per circa 600 milioni di euro. Ieri a risollevare le sorti di Tiscali in Borsa non sono bastate le indiscrezioni della stampa inglese che vedono nuovo interesse da parte di Carphone Warehouse per gli asset inglesi di Tiscali. Pare che anche BSkyB, la società del magnate australiano Rupert Murdoch, abbia ripreso contatto dopo lo stop alle trattative di alcune settimane fa. Il problema resta il prezzo di valutazione di questi asset che, a causa della crisi dei mercati mondiali e quella di liquidità in cui versa la società sarda, pare sia piuttosto basso.