Tiscali crolla, Seat maglia nera

Assicurazioni in calo in tutta Europa

La pausa del fine settimana non è servita a curare le ferite di Piazza Affari dove gli indici, schiacciati dai timori sull’economia rilanciati dal G7, sono scivolati sui livelli di ottobre 2005: il Mibtel ha ceduto lo 0,92% (meno 0,87% S&P/Mib) tra scambi per 3,9 miliardi. Debacle di Tiscali (meno 13% tra scambi per il 13,4% del capitale), che la scorsa settimana aveva messo a segno improvvisi scatti, complice l’attesa di un possibile compratore straniero poi raffreddata dal gruppo. Ancora vendite generalizzate sui finanziari con Intesa Sanpaolo (meno 0,9%), Mps (meno 1,4%), Bpm (meno 2%) e Mediobanca (meno 1,6%), cui si sono aggiunte Mediolanum (meno 3,1%) e Carige alle prese con l’aumento di capitale. Bufera sui titoli assicurativi, freddati in tutta Europa (meno 2,7% lo stoxx del settore) dall’allarme-derivati lanciato dall’americana Aig: Generali ha ceduto l’1,3%, Unipol l’1,9% mentre la buona pagella di Ubs ha salvato FonSai (più 0,4%). Giù anche le olandesi Aegon (meno 4,4%) e Fortis (meno 3,8%) così come la tedesca Allianz (meno 1,2%) e la francese Axa (meno 1,9%). Non è andata meglio a Telecom (meno 2,6%) caduta ai minimi da sei mesi a causa del giudizio di Citigroup e a Seat, che è stata la peggiore delle blue chip (meno 7,2%) sulla scia della francese Pages Jaunes. Colpo di reni, invece, per Fastweb (più 13% dopo una sospensione per eccesso di rialzo). Scivolano Fiat (meno 2,5%) e Saipem (4,28%, colpita da Dresdner) mentre l’analisi di Goldman Sachs ha aiutato Eni a limitare i danni (meno 0,28%). Crolla, infine, l’immobiliare Ipi (meno 14% dopo un congelamento al ribasso).