Tiscali: De Benedetti secondo socio e il titolo in Borsa guadagna il 3%

La finanziaria M&C converte il bond e si aggiudica una quota del 6,9%

da Milano

Management&Capitali entra in Tiscali. Carlo De Benedetti, azionista di maggioranza dell’investment company e già proprietario del gruppo L’Espresso sarà il nuovo socio di Renato Soru, da poco editore dell’Unità.
Ieri infatti è scattata la conversione obbligatoria in azioni Tiscali dei 60 milioni di bond sottoscritti lo scorso dicembre da M&C. L’operazione, che verrà perfezionata in settimana, è il frutto di una clausola prevista nelle 200 pagine del contratto tra le due società secondo cui se le quotazioni di Tiscali in Borsa si fossero portate sotto la soglia di 1,48 euro per cinque giorni consecutivi allora sarebbe scattata la conversione automatica, in anticipo rispetto alla naturale scadenza del 2012.
M&C diventerà il secondo azionista di Tiscali con una quota del 6,9% leggermente superiore alla famiglia Sandoz (6%) e dietro al 23,2& detenuto dal fondatore Soru. A Piazza Affari il titolo ha brindato alla notizia con un guadagno del 3% a quota 1,49 euro.
Considerando l'aumento di capitale di febbraio per 150 milioni di euro, con la conversione Tiscali raccoglie 210 milioni di euro e migliora la posizione finanziaria netta a -525 milioni di euro. Secondo fonti ben informate, l’obiettivo della investment company non sarà quello di speculare sul nuovo pacchetto azionario ma di appoggiare il processo di valorizzazione del gruppo.
La gestione dei rapporti con Tiscali dovrebbe essere affidata all’esperienza di Giovanni Tamburi, da poco salito dal 6 al 13% di M&C dietro al 14% dell’Ingegnere. Nelle 30 società in cui la sua Tamburi Investment Company è presente come socio di minoranza il finanziere ha già dimostrato di non essere un socio silente.
È quasi un anno che gli investitori scommettono sulla cessione di Tiscali. Tra gli interessati si fanno i nomi dei big del settore, dagli inglesi di BT a BskyB interessati alle attività Oltremanica per tornare qui da noi con Telecom Italia, SwissComm che controlla Fastweb e Wind.
Ma dopo mesi di speculazioni ancora nessuna novità. Al contrario, dopo che lo scorso luglio la trattativa di cessioni con Vodafone è andata in fumo proprio nelle fasi finali, il mercato oggi appare più scettico sul reale appeal del gruppo.