Tiscali: offerte buone, cessione più vicina

Per il gruppo sardo il mercato scommette su Vodafone

da Milano

«Il processo di vendita di Tiscali è in corso e ci sono valorizzazioni sufficienti a proseguire il negoziato con i potenziali acquirenti». Parlando in occasione di un incontro con gli investitori organizzato da Deutsche Bank, a Milano, l’amministratore delegato Mario Rosso ha aggiunto che «ci sono abbastanza nomi per andare avanti con la trattativa e che Tiscali può anche essere venduta pezzo per pezzo».
Non mancano i dossier alternativi arrivati sul tavolo degli advisor Banca Imi, Jp Morgan e lo studio Borghesi Colombo. In proposito si fanno i nomi di Vodafone, Fastweb, BSkyb e Wind.
Le dichiarazioni del manager, che ha presentato lo stato dell’arte del gruppo telefonico fondato da Renato Soru, hanno fatto schizzare il titolo a 2,47 euro, con un rialzo del 3,2 per cento, portando la capitalizzazione della società a quota 1,41 miliardi di euro. Gli scambi sono stati pari al 3,43% del capitale, ovvero 19,6 milioni di azioni, in linea con la media giornaliera delle ultime trenta sedute, che si aggira sui 21 milioni di pezzi. Rosso ha anche sgombrato il campo dalle indiscrezioni che indicavano offerte non abbastanza alte da coprire la capitalizzazione di Borsa della società sarda.
Sarebbe comunque Vodafone, per il mercato, il gruppo più vicino a Tiscali. Quello inglese, infatti, è visto come l’unico concorrente ad aver messo sul piatto - seppur ponendo una serie di regole - un prezzo in linea ai valori attuali di Tiscali a Piazza Affari. Un’operazione di questo tipo, secondo gli analisti, giustificherebbe le strategie del gruppo inglese che, la prossima estate, debutterà in Italia con la banda larga, in concomitanza con l’arrivo, a fine luglio, di Vittorio Colao al vertice. Non si è sbilanciato, nei giorni scorsi sul caso, l’ad di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo: «L’azienda va avanti per la sua strada, che passa per il lancio nel Paese dell’Adsl, dopo l’acquisizione di Tele 2, e un servizio incentrato nella nuova Vodafone Station, che consente di parlare e di navigare».
C’è poi l’incognita Telecom, che potrebbe entrare nella partita per Tiscali più avanti. Il presidente Gabriele Galateri di Genola ha comunque precisato di recente che «non c’è alcuna nostra offerta: stiamo a guardare». Ieri, infine, le agenzie hanno battuto le affermazioni di Carsten Schloter, amministratore delegato di Swisscom, il maggiore gruppo della telefonia svizzero, che in Italia controlla Fastweb. «Guardiamo passo dopo passo alle attività italiane di Tiscali, di sicuro non siamo interessati a quelle inglesi. Non abbiamo però un’idea definita, anche perché non è sicuro che la società sarda sia complementare con le nostre attività».