Titì vuol lasciare il segno prima di salutare Londra

Inter e Barcellona in lizza per ingaggiarlo. Ma il futuro è nel vivaio gestito da un altro grande ex: Brady

Nostro inviato a Londra

Gli inglesi sono assai furbi, specialmente con le rane. Così chiamano loro i francesi, per l’abitudine gastronomica degli stessi. Ora Titì Henry è una rana ricchissima e qui a Londra incominciano a dire che non verrà eretto nessun monumento per lui, cosa che invece è stata fatta per Herbert Chapman, definito il profeta degli anni Venti. Perchè oggi i calciatori giurano fedeltà ma appena possono se la svignano, inseguendo gli euro del Barcellona o dell’Inter che diventano più pesanti e urgenti delle sterline dell’Arsenal. Capita nel mondo del G14, dove tutto fa brodo tranne il denaro. Così Henry è pronto a ridiscendere il continente vecchio per una nuova squadra, come ha fatto il suo sodale ed ex capitano Vieira che a parole dice di trovarsi bene a Torino ma nei fatti sente nostalgia del fumo di Londra, pressato anche dalla moglie che è di Trinidad.
L’Arsenal viene definito la french connection per le idee di Arsène Wenger che qui fu accolto come le altre rane di cui sopra, anzi furono dette e scritte cose sgradevoli e volgari sulla sua vita privata: Wenger porta nel proprio nome di battestimo la riposta giusta per certe insinuazioni. E poi la sua carriera ha dato risultati, con rari errori di percorso, forse l’ultimo è stato il più serio: l’ingaggio di Reyes pagato venti milioni di sterline. Ma il settore giovanile, gestito da Liam Brady, ha lavorato a mille, potendo contare su alcuni consulenti effettivi, uno dei quali Tony B. (ometto il cognome) vive in Italia, abita in Sardegna, fa il giro di tutte le partite, soprattutto quelle dei campionati primavera per riferire a Brady e a Wenger e quindi portare a casa il giusto, come Arturo Lupoli, trascurato dal Parma ma arpionato al tempo, come Fabregas che si allenava con il Barcellona ma a sedici anni non aveva luce. Il totale non ha avuto lo stesso effetto del Chelsea dove Abramovich e le sue banche hanno messo dentro tutto l’impossibile (ma adesso offrono Mourinho a chiunque!) ma sul bilancio della società ha pesato meno, considerato che l’Arsenal ha preferito investire nell’immobilare, con il nuovo stadio che sarà sponsorizzato dagli Emirati Arabi. Dopo aver eliminato il Real Madrid, Wenger ha raccolto 3 vittorie in 3 partite, la squadra ha segnato 9 gol e 1 solo ne ha preso. Altre novità? Non ditelo a Capello.