Titanic, l’ultima superstite vende i cimeli per pagarsi l’ospizio

Millvina Dean aveva due mesi quando la nave affondò e il padre morì nel disastro. Ora, a 96 anni, offre alcuni degli oggetti della tragedia, per restare nella casa di riposo che la accoglie<br />

Londra – Aveva appena due mesi quando finì nel conteggio dei sopravvissuti. Oltre 1.500 persone erano morte nel peggiore disastro marittimo della storia. Lei, la piccola, Millvina Dean, passeggera di terza classe sul Titanic che doveva portare la famiglia negli Stati Uniti, finì insieme alla mamma e al fratellino Bertram su una scialuppa di salvataggio insieme ad altre dieci persone. L’iceberg contro il quale il Titanic si scontrò in quel lontano 1912 graziò la piccola e poco più di altre settecento persone. Tra loro non c’era il padre, che morì annegato sognando l’America lontana in cui voleva aprire una tabaccheria.

A distanza di quasi un secolo dal disastro che ha ispirato uno dei film più celebri e più costosi di Hollywood, Millvina ha un’altra battaglia da affrontare. All’età di 96 anni, ora che è rimasta l’ultima sopravvissuta del disastro del Titanic, Millvina è costretta a vendere i cimeli che ricordano la tragedia, ma anche il miracoloso salvataggio, per potersi pagare le spese della casa di cura in cui sta vivendo negli Stati Uniti.

In vendita ha messo la valigia centenaria che venne riempita di vestiti e data alla famiglia dopo il salvataggio e l’arrivo in America, il segno della generosità dei newyorchesi di fronte al disastro. Ci sono poi le lettere di risarcimento del Titanic Relief Fund inviate alla madre e alcuni disegni della nave da lei stessa realizzati dopo il disastro. Perché intanto la piccola Mallvina, arrivata da Southampton (Inghilterra) negli Stati Uniti che era ancora una neonata, è diventata una cartografa. Da due anni, dopo un’operazione all’anca, vive nella casa di riposo, costretta a lottare per sopravvivere proprio come quando era in fasce.