Titanic, metafora di un sogno infranto

Protagonisti della tragica vicenda il capitano della nave e un mozzo

Il tema di «Titanic, una fiaba del vecchio millennio», debutta oggi al Teatro Litta (in scena fino al 4 novembre), è una riflessione su uno dei peggiori incidenti del 1900: «La nave era stata costruita con grandissima cura e attenzione per ogni dettaglio, rappresentava un desiderio di grandezza, di gloria e di pregio per l’uomo - dice Alberto Astori, che con Paola Tintinnelli ha scritto il testo dell’opera e insieme lo recitano -, invece si scontra contro un iceberg, contro la Natura più pericolosa e indomabile: noi abbiamo scelto di lavorare sul “mito” del Titanic come sogno di gloria che si sgretola. La nostra non vuole essere una inchiesta-verità. L’iceberg rappresenta la forza della diversità, di ciò che è indomabile: non ha legami con nulla, non lo puoi fermare».
Per Astori e Tintinnelli, che insieme formano la Compagnia Astoritintinnelli, su quella nave si racconta la storia della vita, la storia di ogni uomo: puoi progettare qualcosa al tuo meglio, poi basta una calamità naturale per far crollare tutto.
Si esprime un senso profondo della vita umana, che va molto oltre il semplice fatto di cronaca: ecco perché in scena non ci devono essere richiami con la realtà, è un modo onirico, visionario, surreale. Protagonisti di questo viaggio nella vita, e insieme nella morte, sono il capitano della nave e un mozzo, che cercano di salvarsi mentre si va a fondo: riescono a rimanere su una parte della nave, con altri passeggeri-manichini, silenziosi e anonimi, riconoscibili per le loro amputazioni (un uomo senza braccia, due donne prive degli arti inferiori ed una senza gamba).
Un vecchio giradischi accompagnerà lo spettacolo, in cui anche la parola si esprimerà quasi come musica: «Ci siamo ispirati, nella scrittura, al poema di H.M. Enzensberger sull’affondamento del Titanic, ma anche ai versi di Arthur Rimbaud, che nella Saison en Enfer tenta un bilancio personale di naufragato ma vede anche il fallimento di una intera civiltà, la nostra d’Europa».
Teatro Litta, corso Magenta 24
Tel. 0286454545
euro 18-19 (mar. e merc. 12 euro)