Titoli&autori Schierati sempre, settari mai

«Siamo stati e continuiamo a essere sensori e generatori di cultura, dentro la modernità», proclama Inge Feltrinelli presentando Feltrinelli 1955/2005 (un altro editore avrebbe scritto: «Pubblicavamo e pubblichiamo quel che condividiamo»). La locuzione-chiave è «dentro la modernità», in opposizione a postmodernità, concetto che liquida la contrapposizione ideologica destra-sinistra, base dell’autoproclamata superiorità morale della sinistra. Ma Feltrinelli predica male e razzola bene. Nel suo catalogo storico del 1995, apparso nel quarantennale della casa editrice, ci sono infatti Alianello, Altheim, Ardrey, Assunto, Beard, Boccioni, Cecil, Ellero, Ferri, Gehlen, Jouhandeau, Koselleck, McIntyre, Mishima, Niekisch, Pessoa, Pound, Sironi, Soffici, Tozzi, Weininger, Tom Wolfe. Cioè premoderni, antimoderni e postmoderni. Nemico della libertà non è chi, schierato come la Feltrinelli, pubblica anche libri d’altro schieramento; nemico della libertà è chi non pubblica nemmeno quelli del proprio.