Titolo di studio elevato per chi pranza spesso fuori

Evoluto. Dinamico. Conviviale. Colto e, soprattutto, «mobile». Questo l'identikit del consumatore abituale del fuori casa che emerge dalla ricerca «Scenario ospitalità: attese e comportamenti dei consumatori», promossa da Fiera Milano e Host, che verrà presentata e discussa durante il convegno inaugurale della manifestazione. Previsti, tra gli altri, gli interventi di Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano, Gianpiero Cantoni, presidente della Fondazione Fiera Milano, Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, e della sociologa Monica Fabris.
Dai risultati della ricerca emerge che i consumatori frequenti di pasti fuori casa hanno un titolo di studio mediamente elevato e, spesso, esercitano professioni per le quali lavorano «in mobilità». Caratteristiche, queste, che si traducono in una maggiore apertura alla sperimentazione, curiosità e predisposizione alle novità. E, soprattutto, nella capacità di condividere le esperienze più significative tramite un fitto intreccio di relazioni e reti sociali.
Ma che cosa si aspettano questi soggetti dall'esperienza outdoor? La ricerca conferma la profonda trasformazione in atto nel significato stesso attribuito al mangiare fuori casa: i pasti, oggi, vengono vissuti meno come semplice necessità e sempre più in modo «esperienziale».
Anche a pranzo, quindi, il consumatore tende ad avere le stesse aspettative della cena, ricercando gratificazione, piacere e convivialità. Non solo la qualità del cibo, insomma, ma anche preparazione del personale, atmosfera dei locali e cura delle attrezzature, attenzione all'offerta complessiva e alla varietà dei menu.
Lo studio promosso da Fiera Milano e Host, inoltre, rivela anche un importante segnale in controtendenza, soprattutto in un periodo di crisi economica diffusa come quello che stiamo attraversando: la variabile prezzo non viene infatti percepita come elemento che «pilota» la scelta, ma appare sempre più correlata alle variabili di qualità. Gli intervistati, in altre parole, hanno dichiarato di non essere sempre disposti a rinunciare alla qualità in cambio di un prezzo inferiore.
In estrema sintesi, il trend indicato dalla ricerca sembra andare nella direzione di una richiesta di originalità, unicità ed emozionalità da parte di chi mangia fuori casa: elementi, questi, in grado non solo di fidelizzare gli utenti attuali, ma anche di attrarre nuovi target potenziali.