Titti, la bella ragioniera vu’ cumprà per scelta

Maria Vittoria Cascino

Non alzi più nemmeno lo sguardo. Sono decine e decine, africani, indiani, cinesi. Venditori fotocopia di merce fotocopia. Su spiagge formicaio dove scivolano anonimi fra lenti scure, un «no grazie» o una contrattazione esasperata. Ma Titti non si piega sotto il borsone. Non trascina le gambe lunghissime. Si muove ondeggiando sotto un bella cesta di vimini ricolma di merce. Non chiede nulla. Attraversa le spiagge del Tigullio, il passo misurato, le treccine ramate e crespe sotto la cesta, gli occhi grandi che non guardano, neri sul nero della pelle. Tanto altera e silenziosa (...)