Tivù sì, tivù no. Genoa e Spezia non sanno quando giocheranno

Emmanuele Gerboni

Luca Baraldi vorrebbe essere ottimista, ma non può. E come si fa? Ci sono troppi dubbi all'orizzonte, il temporale deve ancora passare, il cuore della burrasca è dietro l'angolo. Volete qualche numero? Ecco le percentuali: «Siamo al 50%, c'è il rischio davvero che sabato non si scenda in campo».
Il vicepresidente della Lega e numero uno del Modena entra subito in tackle, il problema c'è e deve essere risolto. Anzi no, sono due. Come aveva sottolineato domenica sera nella pancia del Luigi Ferraris, Alessandro Gaucci. Motivazioni rilanciate di nuovo dal responsabile dell'area tecnica rossoblu. Primo, la mutualità (95 milioni di euro) che la serie A deve garantire per la stagione al via. E su questo punto, sembra che l'intesa possa essere trovata. Secondo, il nodo più difficile da sciogliere: i contratti televisivi.
La situazione è questa, fino ad ora soltanto Genoa e Juve hanno firmato con Sky ovviamente per le partite casalinghe («ma da entrambe le società c'è grande sensibilità e disponibilità, anche loro sono al nostro fianco», continua Baraldi) mentre le altre rimangono ancora in attesa. Zero offerte, aspettano e sperano di ricevere una proposta adeguata. Oggi potrebbero avere qualche risposta in più: «Abbiamo fissato diversi incontri negli uffici della Lega a Milano fino a tarda sera, vedremo quali saranno le offerte dei nostri interlocutori (dalla Rai, a La7, fino a Sky, Mediaset, Sportitalia ma anche i rappresentanti della videofonia, ndr). Il giorno dopo insieme a Matarrese presenteremo queste proposte a tutte le società di serie B, soltanto in quella sede sarà presa una decisione definitiva. È chiaro che tutto dipende anche dal giorno in cui si giocheranno le gare di B».
Un'indiscrezione, Sky avrebbe già messo sul tavolo un'offerta collettiva (quindi per tutta la B escluse Juve, Genoa e Napoli) tra i trenta e in quaranta milioni di euro. Ok il prezzo è giusto? Difficile capire se possiamo esserci. Intanto, doppio appuntamento in agenda, da circoletto rosso. Oggi le televisioni, domani la risposta dei club. E nell'assemblea prevista per domani ci sarà un'altra questione da approfondire: quando si giocherà, sabato o domenica? Quarantotto ore che saranno determinanti, come ribadisce lo stesso Baraldi: «Una cosa deve essere certa: se si comincia a giocare è solo in conseguenza del fatto che tutte queste situazioni con le tv sono state chiarite, altrimenti è meglio fare una riflessione e cominciare il campionato quando tutto sarà risolto ed ogni società avrà collocato il suo prodotto televisivo».
Dunque, tutti incollati su questi schermi per capire i prossimi passi, aspettando, domani, anche una decisione finale sulla collocazione della serie B.
Ma qual è il pensiero di Genoa e Spezia? Da parte del club rossoblù, come confermato anche dallo stesso Baraldi, massima disponibilità e apertura: «Aspettiamo, rimaniamo in attesa. Capiamo benissimo la posizione delle altre squadre. Da un certo punto di vista il rinvio dell'inizio del campionato, potrebbe essere anche una cosa positiva: in questo avremmo la possibilità ai nuovi di inserirsi ancora meglio. Ripeto, noi restiamo in stand by», spiega Alessandro Gaucci.
Diversa, ovviamente, la questione a La Spezia. Gli aquilotti fanno parte del gruppo di club ancora al "buio". Il direttore generale Rocco Russo chiarisce: «Vediamo cosa succederà domani (oggi, ndr): abbiamo dato mandato, come le altre società, al presidente Baraldi di ricevere le offerte dai vari network televisivi. Poi, decideremo tutti insieme». Attenzione, l'ultima frase di Russo ha un significato importante. La serie B gioca nella stessa squadra, un fronte compatto, sarà scelta una linea comune. Nessun dubbio, non è escluso quel cartello: ancora una settimana di ferie, ripassate più avanti, così non giochiamo.