Tiziano Ferro: "Né mode né politica Per parlare mi basta la musica"

Esce il cd &quot;Alla mia età&quot;, con partecipazioni di qualità come quelle di Battiato e Fossati. <strong><a href="/a.pic1?ID=303204">Il commento: non sono solo canzonette</a></strong>

Milano - «Non sono un artista con la puzza sotto il naso, io continuo a sentirmi un operaio». Mamma mia com’è cambiato Tiziano Ferro: più sicuro, più sereno, più chiacchierone. Nella saletta di un albergo, sdraiato placidamente su di una poltrona, parla del suo nuovo cd Alla mia età che uscirà venerdì con un bel bagaglio di responsabilità: arriva due anni dopo Nessuno è solo, 1,5 milioni di copie vendute in mezzo mondo, 100 settimane in classifica, applausi della critica. Ora questo ragazzotto di Latina che detto per inciso si è davvero fatto da solo, ha il compito di replicare un successo clamoroso e di consolidare un ruolo che pochi altri hanno: di saper parlare la stessa lingua di quell’enorme fascia di pubblico che stenta a trovare tra i giovani cantanti un confidente all’altezza. Per talento e volontà, Tiziano Ferro ci riesce e difatti il primo singolo (l’omonimo Alla mia età) è già mitragliato dalle radio. E il cd, c’è da scommetterci, rimarrà per settimane al primo posto, a conferma di una sintonia con i fan che va ben oltre la musica.

Tiziano Ferro, mica sarà agitato per il nuovo cd: il suo pubblico la seguirebbe anche a scatola chiusa.
«Non voglio proprio che sia così, anche se appartengo a una generazione di cantanti che si è abituata a pensare in questo modo, con i risultati che purtroppo conosciamo. Il mio segreto è di non far bastare il mio nome: io non mi perdono nulla, sono alla continua ricerca dei miei errori».

Che cosa ha sbagliato nel cd «Alla mia età»?
«Presto per dirlo, ma fra non molto inizierò a far l’elenco dei difetti».

Intanto diciamo qual è l’idea che sta dietro alle canzoni.
«È un momento di crisi, non solo economica ma anche di comportamenti e di valori. Un modo per reagire è quello di mantenere un equilibrio interno: e le nuove canzoni sono il mio percorso verso quell’equilibrio».

Riassuma.
«Viviamo in un mondo in cui tutti dobbiamo essere belli, magri, perfetti. È un messaggio fuorviante. E la mia è una generazione di mezzo, molto confusa e incerta. Non siamo i diciassettenni come mio fratello Flavio (che ha 17 anni e suona la batteria nel brano Assurdo pensare - ndr) che usa internet tutto il giorno. Ma non siamo neanche come mia mamma, che non sa neppure cosa sia il web. Stiamo a metà, abbiamo bisogno di appoggio».

E difatti la musica pop dà segni di risveglio: la richiesta aumenta (non ancora i fatturati però).
«La fame di musica è una richiesta di aiuto. E il cantante è il mezzo di trasporto dei sentimenti dell’ascoltatore. Sembrerà retorico, ma è così che mi sento: il tapis roulant delle emozioni di chi mi ascolta».

Però il suo disco si intitola «Alla mia età». Lei non ha ancora trent’anni, quindi parla ai suoi coetanei.
«No, perché spesso si dice “alla mia età” anche per intendere la legittimazione della gioventù. Io voglio dire: non sentitevi mai troppo giovani, non è mai troppo presto per rimediare agli errori e imparare».

Si riferisce a chi fa uso di droghe?
«Senz’altro. Ma anche al bullismo. Mi riferisco a tutto ciò che scatena paura e brutte reazioni. Anche l’amore spaventa quando è inaspettato».

Inaspettate sono anche le collaborazioni nel suo nuovo cd. Prima di tutte quella più sorprendente: in «Breathe gentle» lei canta con Kelly Rowland, ex delle Destiny’s Child di Beyoncé.
«Ci siamo incontrati casualmente nello studio di registrazione a Londra e abbiamo inciso lì su due piedi».

Tra l’altro quel brano c’è anche in versione italiana: si intitola «Indietro», lei lo canta da solo e il testo è stato composto con Ivano Fossati.
«Un artista vero. L’ho incontrato in uno studio tv, poi ci siamo sentiti spesso al telefono e gli ho chiesto di scrivere per me. Una cosa semplice. Ma anche un onore».

«Il tempo stesso» è invece stato composto con Battiato.
«Più che una collaborazione, è un lusso. Franco lo ascolto da quando ho tre anni, mi ha influenzato moltissimo. E l’ho sentito molto più vicino a me di quanto si possa pensare».

Che cosa vi unisce?
«A me piace che lui, come Fossati, sia molto popolare anche senza gossip e pettegolezzi. Anche io vorrei vivere così in quest’epoca in cui tutta l’informazione si ferma soltanto alla politica, al sesso e ai soldi. E io non sopporto di essere considerato un personaggio famoso che deve essere venduto per ciò che veste o mangia o vota. Io voglio parlare solo con la mia musica, costi quel che costi. Magari il percorso sarà più lento, ma pazienza: mi accorgo che preferisco fare così, sono più vero».