Tlc, concorrenti contro: è guerra di denunce

Vodafone chiede 525 milioni a Telecom, che ricorre contro Fastweb. E il Tar nega a Ipse 4,5 miliardi di rimborso dallo Stato

da Milano

Giornata «calda» sul fronte delle tlc. Vodafone ha denunciato Telecom Italia per abuso di posizione dominante alla Corte d'Appello di Milano, chiedendo 525 milioni di danni di risarcimento.
Telecom, dal canto suo, ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni e Fastweb sulle «tariffe di interconnessione inversa», chiedendo, secondo quanto risulta all’agenzia Radiocor, l'annullamento della delibera dell'Autorithy che ha definito la controversia tra le due società su tale materia accogliendo «in via preliminare, la richiesta di Fastweb in merito alla sussistenza di un proprio diritto a prevedere condizioni economiche per il servizio di terminazione differenti da quelle praticate da Telecom Italia».
Tornando a Vodafone, nell'azione civile, anticipata ieri da un quotidiano, la società denuncia «l'illecito sfruttamento» della posizione detenuta da Telecom nei mercati della telefonia fissa «al fine di rafforzare la sua posizione nel contiguo mercato dei servizi di comunicazioni mobili, con effetti escludenti a danno del concorrente Vodafone».
In altri termini, secondo Vodafone la fusione Telecom-Tim è la condizione strutturale che determina gli abusi distorsivi della concorrenza: tra le accuse principali figurano la schedatura dei clienti (con relative abitudini di consumo) e la promessa di sconti sui servizi di telefonia fissa per sottrarre clienti a Vodafone nel mercato del mobile. L'azione civile non è l'unico passo di Vodafone Italia: l'azienda ha denunciato nuovamente Telecom all'Antitrust per abuso di posizione dominante e in una lettera al Garante della Privacy stigmatizza queste azioni come violazione della disciplina di tutela dei dati personali.
Nessun risarcimento danni, infine, per Ipse 2000, la società che nel 2000 ebbe prima assegnata e poi revocata una delle licenze per il servizio di telecomunicazione mobile Umts. Lo ha deciso la III sezione ter del Tar del Lazio, presieduta da Francesco Corsaro, che ha respinto il ricorso proposto dalla società.
Si attende adesso la pubblicazione delle motivazioni che hanno portato a questa decisione. Quattro miliardi e mezzo di euro era la somma chiesta allo Stato da Ispe 200 a titolo di risarcimento.