Tlc, due miliardi di risparmi per gli utenti

Confalonieri, presidente di Mediaset: «Qualcuno vuole fare male alla nostra società»

Maddalena Camera

da Milano

Il presidente dell’Authority delle tlc Corrado Calabrò stimola ulteriormente la competizione nel settore della telefonia mobile aprendo la porta all’operatore virtuale. Questo uno dei punti della lunga relazione che il presidente dell’Autorità ha portato in Parlamento sul settore tlc e media. Se l’assetto concorrenziale nella telefonia è «abbastanza soddisfacente anche se Telecom Italia deve fare un passo avanti per rendere più trasparente l’accesso separando meglio la rete dai servizi offerti» sul fronte televisivo la situazione è più complessa tanto che Calabrò ha chiesto al Parlamento di ridefinire «l’assetto» del settore per evitare il riproporsi del duopolio Rai-Mediaset anche nel digitale.
Regole per la tv digitale. Per Calabrò insomma soltanto la politica può riscrivere le regole. E su questo fronte si può star certi che il governo si muoverà celermente tanto che già ad agosto il ministro delle tlc Paolo Gentiloni ha predisposto l’avvio di una «cabina di regia» sulla tv digitale. Insomma la legge 112, la Gasparri, varata dal governo Berlusconi non va bene e anche se l’ex ministro è sicuro che «l’intento restauratore della sinistra non distruggerà la legge» ci sono senatori Ds che vorrebbero addirittura abrogarla. Per il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri l’Ue, con la procedura di infrazione aperta l’altro ieri, ha mosso appunti non alla Gasparri ma alla legge 66 del 2001 realizzata dal governo Amato che consentiva tra l’altro il trading delle frequenze. «C’è qualcuno che vuole fare male a Mediaset - ha detto Confalonieri - e a Prodi non spiace certo poter fare qualche dispetto a Berlusconi».
Tlc, 2 miliardi di risparmi. Sul fronte del settore telecomunicazioni Calabrò ha presentato un mercato in buona salute con un fatturato totale di 36 miliardi di euro nonostante il taglio effettuato alle tariffe (specie sul fisso mobile) che permetteranno agli utenti di risparmiare 2 miliardi di euro in tre anni. Quanto alla banda larga la diffusione è cresciuta del 187% in due anni, il tasso più alto di tutta la Ue. Rimanendo in tema, Calabrò ha definito «inaccettabili» i ritardi nell’introduzione del Wi-Max (banda larga mobile).
Tronchetti collabora. L’appello dell’Autorità è stato accolto dal presidente di Telecom, Marco Tronchetti Provera, che ha parlato di norme già esistenti dal 2002 sulla parità di accesso «interna ed esterna» alla rete della società. «Siamo disponibili a continuare la collaborazione con l’Autorità» - ha detto Tronchetti -, ci sono anche trattative per accordi per dare l’accesso alla nostra rete mobile agli operatori virtuali». A questa opportunità è invece contrario l’amministratore delegato di Vodafone Pietro Guindani che, prima di tutto, chiede all’Autorità di «assicurare condizioni di parità concorrenziali dopo l’integrazione tra Tim e Telecom che ha creato disparità». Chiede invece sforzi maggiori per la telefonia fissa Sawiris di Wind mentre Sciolla di Albacom e Parisi di Fastweb sollecitano una pronta apertura del mercato mobile tramite l’operatore virtuale.
Par condicio. Infine il capitolo più politico della «par condicio». L’Autorità è stata impegnata in «una lunga stagione elettorale» durata da febbraio a giugno, che ha visto oltre 100 interventi dove, per la prima volta, sono state irrogate sanzioni pecuniarie per far rispettare la cosiddetta par condicio nella politica in tv.