«Tlc, l’Italia è un esempio da seguire»

da Milano

La Commissione europea per le tlc promuove l’Italia: «Un esempio da seguire anche per altri settori, come quello dell’energia e dei trasporti». A dirlo è la commissaria per l’Informazione e i media Vivianne Reding, che ha presentato ieri a Bruxelles l’undicesimo rapporto sulle telecomunicazioni europee. Otto anni dopo la liberalizzazione, «l’apertura del mercato ha avuto successo - sostiene la Reding - e la concorrenza sta già dando vantaggi significativi» ai consumatori. Sono aumentati i nuovi operatori, che oggi hanno una quota di mercato di circa il 50%, con un conseguente calo delle tariffe.
In questo quadro, l’Italia si distingue per l’elevato tasso di sviluppo della banda larga e della telefonia mobile, ed è «sulla strada giusta», afferma la commissaria Ue: la sua «è un’evoluzione che va verso la concorrenza, verso una maggiore scelta e tariffe più basse». Procede «bene» anche il passaggio dalla tv analogica alla digitale, con circa 3,7 milioni di decoder venduti. Soddisfatto il presidente dell'Authority per le garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò. «Per l'organismo italiano si aprono ora nuove prospettive - ha detto - con la nomina alla presidenza dell'European regulators group».
Il Garante ha anche sottolineato che la concorrenza fra operatori ha favorito la crescita del settore e ha condotto ad una riduzione dei prezzi di oltre il 50% in sette mesi. «L'Italia è oggi il secondo Paese in Europa per diffusione dei servizi mobili - rileva Calabrò - con oltre 65 milioni di abbonati, e con una forte crescita dell'operatore neo entrante e dei servizi Umts, con circa nove milioni di linee. Nelle telecomunicazioni fisse lo sviluppo è trainato dalla larga banda, con il 382% di aumento in due anni e oltre sei milioni di linee attivate».
Si tratta di «un dato che conferma la validità delle scelte del governo italiano» per il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi. «Meritevole di nota - aggiunge il ministro - è il riferimento assolutamente positivo del commissario Reding al passaggio alla tv digitale che dovrebbe far riflettere quanti nel nostro Paese considerano tale frontiera tecnologica un'ossessione del centrodestra e non invece un ambizioso obiettivo europeo», conclude Landolfi.