Tocca ai giocatori: forse Blasi il primo indagato

Marcello Di Dio

da Roma

Tre ore di audizione ricche di contraddizioni, lacune e soprattutto discordanze con gli elementi già raccolti dalla Procura di Roma (vedi le dichiarazioni di Stefano Antonelli, il manager che lo rappresentava, e il contenuto dell’informativa dei carabinieri). E così il calciatore della Juventus Emanuele Blasi rischia di finire nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla società di procuratori.
La posizione del centrocampista è strettamente a legata a quella di Davide Lippi, il figlio del ct della Nazionale, tra i nomi più chiacchierati del momento. Proprio sulla figura di Lippi junior sarebbero emerse le maggiori contraddizioni: il suo ex agente, secondo il rapporto dei carabinieri del Nucleo operativo di Roma, avrebbe fatto pressioni per strappare la sua procura a Stefano Antonelli, che nei giorni scorsi aveva ricostruito con i pm i presunti «metodi persuasivi adottati dalla Gea». Nei confronti di Blasi sarebbe poi stata posta in essere una serie «di azioni di chiara consistenza ricattatoria affinché ritornasse di nuovo alla Gea». Inoltre nel rapporto si fa anche riferimento a pressioni che non avrebbero escluso la possibilità di «precludere a Blasi una convocazione in Nazionale».
L’audizione lacunosa e piena di discordanze di Blasi rispetto alla realtà dei fatti porta alla sospensione del verbale da parte del pm, una prassi che in genere prelude ad una prosecuzione dell’interrogatorio alla presenza di un avvocato. Dunque, Blasi rischia di diventare uno dei testi chiave dell’inchiesta Gea, ma anche il primo calciatore indagato dopo dirigenti di club e federali, procuratori, arbitri ed ex designatori arbitrali. Stessa sorte potrebbe toccare ad altri giocatori la cui versione fosse in contrasto con la realtà acquisita con gli atti. In questo contesto verranno esaminate anche le risposte date da un altro calciatore juventino in orbita Gea, Giorgio Chiellini. E non è da escludere che Davide Lippi, la cui posizione si sta aggravando sempre più, possa a sua volta finire nel registro degli indagati.
Oggi la giornata sarà dedicata a una nuova lettura delle carte giunte da Napoli e non sono previste altre audizioni. E ieri in Procura a Roma si è presentato il vicecommissario della Figc Paolo Nicoletti. Un’ora di colloquio con il pm Palamara per definire una «tabella di marcia» per la trasmissione degli atti utili al processo sportivo. Ma nell’incontro si sarebbe parlato anche di una nuova audizione di Lippi, che potrebbe avvenire più avanti. A Napoli è durato circa quattro ore l’interrogatorio del generale della Guardia di Finanza Francesco Attardi, ex componente dell’ufficio indagini della Federcalcio, coinvolto nell’inchiesta per i suoi rapporti con Luciano Moggi (che potrebbe essere riascoltato a breve, ma che potrebbe anche depositare una memoria scritta). Attardi è indagato per rivelazione di segreto di ufficio in relazione ai rapporti con Moggi col quale sarebbe stato in contatto per aggiornarlo sugli sviluppi dell’inchiesta sulle cosiddette plusvalenze, come emerge da diverse intercettazioni telefoniche.