Prima di toccare il libro scritto da un altro, devi amarlo

L’Italia qualche volta riesce a sorprendere dove non te l’aspetti, con scatti da centometrista digitale. Chi avrebbe mai pensato, anche solo dieci anni fa, che 2300 biblioteche pubbliche di 13 diverse regioni avrebbero accettato di integrarsi in una piattaforma di prestito digitale, che oggi gli utenti usano per leggere ebook, guardare film e canzoni in mp3? È il caso del portale Medialibraryonline.
Dietro, c'è una società privata, la bolognese Horizons Unlimited di Giulio Blasi. Non c’è da scandalizzarsi: la New York Public Library, nonostante il «public» nel nome, o la Harvard Library, sono tecnicamente sostenute dall’iniziativa privata. Il che ha permesso che già nel 2004, a New York, gli utenti potessero connettersi al sito della NYPL e prendere in prestito ebook. Il dato è cronologicamente importante, perché all'epoca ereader come Kindle e iPad non erano ancora quei fenomeni onnipresenti che conosciamo. «E così, nel 2009 - ci racconta Blasi - dopo un anno di colloqui con biblioteche soprattutto lombarde, le più abituate a una gestione innovativa e manageriale, abbiamo lanciato il servizio su base territoriale. Siamo ancora assenti in Calabria, Molise, Basilicata, Puglia e Sicilia, ma abbiamo installazioni a Tokyo e Osaka».
Il servizio è cloud, i dati stanno «sulla nuvola» - su server remoti - e li si può prelevare quando serve. A qualsiasi latitudine si trovi, persino in viaggio, l’iscritto può collegarsi con user e password alla sua biblioteca pubblica e prendere in prestito un libro, un quotidiano, un film. Inevitabile che tutto ciò abbia modificato la filosofia degli uffici acquisti: si formano consorzi (biblioteche lombarde con quelle emiliane, ad esempio) e vengono acquistati quantitativi di ebook il cui prestito dura una quindicina di giorni, poi scade. Oppure, la biblioteca acquista da MLOL un abbonamento a un titolo, a un bestseller per esempio, e non singole copie: l’utente non deve nemmeno aspettare «in coda» il libro che cerca. Per i quotidiani è diverso: a livello di sistema bibliotecario se ne acquistano un certo numero al giorno, che rimangono a disposizione dei lettori. Se tutti sono in prestito, bisogna aspettare che qualcuno deponga...l’iPad. Il ritardo per ora è sui video: «Entro fine anno - dice Blasi - metteremo a disposizione un pacchetto modello pay per view. L’utente potrà tenere un mese il file video in prestito e avrà 48 ore di tempo per vederlo dalla prima volta che schiaccia play».
Horizons Unlimited ci guadagna in due modi: vende alle singole biblioteche una sottoscrizione di accesso al servizio, oppure intermedia sui contenuti, prendendo provvigioni da parte degli editori. «La cosa più divertente - racconta Blasi - è stato l’approccio con quest’ultimi. Nell’estate 2009 abbiamo chiesto all’Associazione italiana editori di organizzare un incontro per presentare il nostro progetto alle case editrici. Arrivarono in cinquanta. Dissero che per loro il tema degli ebook non sarebbe stato focale ancora per molto tempo: figurarsi per le biblioteche pubbliche! Un anno dopo tutti gli editori presenti all’incontro avevano costituito un settore per occuparsi degli ebook. Oggi si stanno accorgendo di un paradosso apparente: un prestito in biblioteca non è una vendita mancata, ma una vendita con regole diverse».
A questo punto viene da chiedersi: l’Italia è pronta? Se alcuni distributori di ebook, come Edigita (partecipata da Rcs, Gems, Feltrinelli, primo distributore trade con cui MLOL ha lavorato), Bookrepublic o Casalini di Fiesole (specializzato in saggistica), hanno accolto con favore l’iniziativa di Blasi, gli editori, come abbiamo visto, meno. Se il mercato della musica, dopo grandi sofferenze, è completamente digitalizzato e rivolto al futuro, che dire di quello video? E le infrastrutture, vale a dire l’essenziale banda larga, quante regioni d’Italia ne sono dotate? E lo Stato che programma di alzare l’Iva su tutto (i libri di carta l’hanno al 4%, gli ebook ancora al 21%), non farebbe meglio a ripensarci?