Toccata e fuga per Lavezzi che lascia il Genoa

Mattia Grassani smentisce l’uscita dal pool dei difensori

Giovanni Porcella

È iniziata una delle settimane piu’ importanti della storia del Genoa. In questo week-end è infatti attesa la sentenza della Caf a cui il club rossoblu’ si aggrappa per ribaltare la condanna alla seri c1 con tre punti di penalità decisa dalla Disciplinare in merito alla combine con il Venezia. Ma se l’attesa per tifosi e dirigenti è tutta in questa direzione, nella squadra che da oggi raggiungerà Aymaville in Val D’Aosta si sta respirando un clima da grande fuga, peraltro comprensibile vista la delicata posizione del Grifone. Questa seconda parte di ritiro rischia di diventare inutile visto che se la squadra rossoblu’ non ribalterà la decisione della disciplinare, dovrà rinunciare a molti elementi dell’attuale rosa. In molti hanno sottoscritto un patto che se vedrà la squadra almeno in serie B faranno quadrato attorno alla società, ma se Ezequiel Lavezzi ha già lasciato Genova per andare al San Lorenzo, per circa un milione e 200 mila euro, anche Rimoldi potrebbe seguirlo presto nel medesimo club. E il tango argentino verrebbe infine completato dalla cessione del pezzo da novanta del Genoa ovvero Diego Milito ormai da settimane in rotta con la società. Per lui ci sono tre offerte: quella dell’Inter che ha messo sul tavolo 8 milioni di euro, quella della Juventus che offre 3,5 milioni per la compartecipazione e quella del Saragozza che fa leva sul fattore sentimentale essendo il club in cui milita il fratello del bomber genoano.
E Milito non ha fatto mistero di voler andare proprio in Spagna e comunque il suo obiettivo sono i prossimi mondiali in Germania e con le nubi sul Genoa ha già staccato la spina e vuole togliere il disturbo il piu’ presto possibile.
Ma anche Christian Abbiati che pure sta aspettando con tranquillità le vicende giudiziarie, potrebbe fare le valigie: non è un mistero che il Palermo lo stia aspettando dando vita ad un valzer dei portieri che porterebbe Guardalben a Cagliari. Altro oggetto del desiderio è Roberto Stellone richiesto dal Parma. Per non parlare di Parisi e di Marco Rossi a cui non mancano estimatori. Insomma intorno al Genoa si stanno muovendo in molti per strappare giocatori importanti a prezzi di saldo. L’ultima parola pero’ spetterà a Preziosi.
Intanto l’addio di Lavezzi consumato distante dai riflettori dopo l’amichevole con la Carrarese, avrebbe una spiegazione che poco centrerebbe con la bufera giudiziaria e la conseguente incertezza sul futuro sportivo del Genoa.
Il giovane fantasista argentino, infatti, avrebbe sofferto di nostalgia (è diventato papa’ da pochi giorni) e poi non si sarebbe integrato con i compagni e soprattutto con Francesco Gudolin. Il tecnico veneto non l’avrebbe giudicato idoneo per il gruppo e così la separazione è stata inevitabile.
Chi smentisce una fuga dalla difesa del Genoa è invece l’avvocato bolognese Mattia Grassani che secondo indiscrezioni essendo in disaccordo con la linea decisa dai colleghi si sarebbe fatto da parte. Ma Grassani è chiarissimo: «Non è vero che ho preso le distanze dal Genoa. Sono il legale di Stefano Capozzucca e come tale resto al mio posto, collaborando con i colleghi alla difesa dei rossoblu’. Ora dopo tanto lavoro non ci resta che attendere la sentenza prevista per il fine settimana».
Domenica pero’ il Genoa scenderà in campo al Ferraris contro il Catanzaro per il primo turno di Coppa Italia, un appuntamento visto come un pugno negli occhi un po’ da tutti perché se anche alla Caf il Grifone non venisse riabilitato si capisce da se che la gara con il calabresi diventerebbe un possibile problema sotto il profilo dell’ordine pubblico. Per questo la sentenza della Caf non è escluso che possa slittare a lunedì prossimo. Le arringhe difensive a Roma spetteranno a Coppi e Biondi, che anche ieri hanno preparato gli ultimi affondi per evitare al Genoa un disastroso epilogo di vicenda. Biondi è più che mai convinto che Preziosi possa ottenere giustizia in nome di una sentenza disciplinare che, secondo i legali rossoblù, appare lacunosa soprattutto in merito al coinvolgimento in tutto il caso del Torino: «È un triangolo perfetto, ma i giudici non hanno tenuto conto di un lato, quello granata» sottolinea Biondi. E mentre su tutta l’inchiesta si addensano nubi di ogni tipo, che aumentano le tensioni in seno alla tifoseria visto che confermerebbero le perplessità su come si è arrivati al processo e alla sentenza di primo grado, giovedì la squadra di Guidolin giocherà un amichevole contro la Biellese che se non altro servirà a non pensare per un attimo a questa terribile state rossoblù. Poi cìè anche il giallo della presunta lettera scritta dal presidente del collegio giudicante Claudio Franchini ad un avvocato in cui si dice che l’impressione è che «vicende extracalcistiche che riguardano aziende devono aver contato molto». Ieri Biondi ha replicato: «Se fosse vero sarebbe sconcertante anche solo pensare a queste manine di industriali che vogliono condannare il Genoa».