Toccherà il cielo il cimitero più grande del mondo

La costruzione sarà alta 500 metri, più di tre volte la tomba di Cheope, e conterrà 5 milioni di urne. Attorno al colossale monumento sorgeranno alberghi, ristoranti e negozi. Ma la gente del posto mugugna

da Berlino

In un primo momento si è tentati di pensare a un macabro scherzo o a una di quelle trovate partorite dagli scrittori di fantascienza specializzati nell'immaginare scenari avveniristici calati nella realtà di tutti giorni. E invece è un progetto vero e proprio cui stanno lavorando fior di architetti americani, tedeschi, giapponesi e persino cinesi. E se il progetto (approvato dalla Bundeskulturstiftung, fondazione culturale statale) andrà in porto, succederà che fra qualche anno nella verdeggiante campagna della Turingia, bucolico Land della Germania orientale, ci si troverà davanti alla piramide più gigantesca che sia mai stata costruita dall'uomo: ben cinquecento metri di macigni e altri materiali ancora da decidere che salgono verso il cielo. Quindi alta più di tre volte la piramide di Cheope , 147 metri, nel deserto egizio e il Duomo di Colonia, 157 metri.
Ma la sorpresa non finisce qui. Il tocco macabro deve ancora venire. Nelle intenzioni dei suoi ideatori la piramide avrà la funzione di un immenso cimitero verticale con due differenze rispetto ai cimiteri tradizionali. Ciò che rimane di chi ci ha lasciato non viene nascosto sotto terra ma elevato verso l'alto, verso il cielo. E inoltre nel cimitero a piramide non verranno custodite salme ma solo ceneri e lapidi funeree di chi è passato alla vita eterna. Sempre secondo gli ideatori, la gigantesca piramide potrebbe ospitare il ricordo di ben cinque milioni di defunti.
Nel dare la notizia l'edizione domenicale dell’autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung, che ci dedica un'intera pagina, ammette che davanti a un simile progetto non si sa se ridere o piangere. Per il momento, comunque, bisogna prendere atto che il progetto esiste, che c'è già un piano di lavoro, che un organo statale preposto a incoraggiare la creatività ha già stanziati alcuni soldi (pochi per la verità: appena 89mila euro) e che alcuni grossi nomi hanno annunciato il loro sostegno (tra questi Miuccia Prada che farà parte della commissione incaricata di esaminare i progetti in concorso). Ma l'aspetto più sorprendente è che già quattrocento persone si sono prenotate per essere ricordate nella piramide-cimitero; e alcuni hanno anche inviato un anticipo in denaro.
L'idea è partita da due persone che hanno trovato un punto di incontro partendo da interessi completamente diversi: Ingo Niermann, 38 anni, scrittore, e Jens Thiel, 37 anni, economista. In uno dei suoi libri Niermann si è occupato della crisi dei cimiteri che ormai scoppiano perché non c'è più posto per le salme che arrivano ogni giorno e in più hanno difficoltà ad acquisire nuovi spazi per l'opposizione di chi rischia di ritrovarsi bare e altarini funebri sotto casa. Thiels era invece alla ricerca di un progetto che rimettesse in moto la disastrata economia della Germania est creando posti di lavoro.
Una mattina, durante una chiacchierata in un caffè berlinese, così riferisce il giornale di Francoforte, i due vengono folgorati da un'idea che piace a entrambi. Perché non costruire una struttura per i defunti che cerchi spazio nell'aria come appunto le piramidi dei faraoni? Più gigantesca sarà la piramide e più aiuterà l'economia a risollevarsi. Il progetto prevede infatti che intorno alla piramide cimiteriale sorgano alberghi, ristoranti, negozi, fiorai, uffici per le imprese funebri, luoghi di culto delle varie religioni, persino un aeroporto. Insomma, se va in porto, un affare colossale.
Per non parlare dell'aspetto umanitario che permetterebbe di risolvere il problema dei cimiteri con le bare accatastate in attesa di sistemazione. Niermann e Thiel ci lavorano da due anni ed ora il progetto dovrebbe fare qualche passo avanti. A fine novembre cinque architetti dovrebbero consegnare i loro progetti per la piramide a una commissione presieduta da Rem Koolhaas, famoso architetto berlinese, che si pronuncerà in marzo. Uno dei più entusiasti del progetto è l'architetto cinese Ai Wei Wei, il quale ha promesso che se non verrà costruita la piramide in Turingia, ci penserà lui a costruirla in Cina perché ritiene che sia il modo migliore di ricordare degnamente i defunti.
Ma Niermann e Thiel dovranno fare i conti con la popolazione di Streetz, il piccolo centro dove dovrebbe sorgere la piramide, non lontano da Dessau, la città che ospita la Bauhaus e dove lavorò Walter Gropius, l'uomo che rivoluzionò l'architettura nella prima metà del Novecento. Sia Streetz che a Dessau la gente non ne vuol sapere di piramidi cimiteriali e recentemente c'è stata una dimostrazione di protesta con cartelli del tipo: «No all'arrivo di cinque milioni di morti, meglio disoccupati che becchini».
Lo stesso governo del Land ha molti dubbi sul progetto pur riconoscendo i vantaggi economici. Ma Niermann e Thiel sono ottimisti e si dicono certi che in un mondo sempre più affollato di vivi e defunti le piramidi cimiterali saranno la soluzione del futuro.