TODOS CABALLEROS UN VIZIO ITALIANO

L’episodio è famoso. Nel 1541 ad Alghero, terra catalana, Carlo V - il sovrano sui cui domini non tramontava mai il sole - dovette vedersela con una folla vociante e petulante che chiedeva titoli e onorificenze. A quel punto - pressato com’era da impegni pubblici e anche da private esigenze fisiologiche - se la cavò con un annuncio definitivo: «Estad todos caballeros», siate tutti cavalieri. Molti si sono ispirati, nel corso dei secoli, alla lezione imperiale. Che realizza tuttavia i suoi maggiori trionfi, a ben pensarci, nell’Italia d’oggi (e anche di ieri).
Il todos caballeros è stato ed è la parola d’ordine di politici, generali, burocrati, sindacalisti. S’è assistito alla moltiplicazione cartacea dei garibaldini, dei partecipanti alla marcia su Roma, dei partigiani. Gli slanci progressivi - per stare all’attualità - sono consacrati non all’eliminazione dei privilegi ma alla loro estensione: non al riconoscimento di meriti individuali e di situazioni eccezionali ma alla loro massificazione. È ormai una regola, e basterà citare gli ultimi esempi. Si vuole che ogni allungamento dell’età pensionabile sia escluso per gli addetti ad attività usuranti. Un criterio sensato, e uno pensa subito ai minatori o ai saldatori o ai palombari o agli infermieri o ad altri mestieri svolti in condizioni di grande disagio. Ma s’è scatenata la corsa all’usurante, è stato osservato che anche un impiegato di sportello costretto a placare il pubblico non se la passa bene, e cosa dire delle maestre circondate da turbe di ragazzini terribili, e quanti sanno che l’essere corista, coreografo, direttore di coro logora fisico e spirito? Difficile fare una cernita savia. Non so come finirà, nel tritacarne parlamentare, la faccenda dei lavori usuranti, ma so che avremo qualche sorpresa: ho visto che il pilotare aerei di linea è stato considerato rilassante, un occhio di riguardo invece per i ballerini che dopo la quarantina devono in generale dedicarsi ad altro. E allora dove mettiamo i calciatori professionisti, poveri cocchi, considerati anziani a 35 anni? Tutti o quasi tutti usurati. È capitato lo stesso con le comunità montane. Sono stati autorizzati a fregiarsi di questa qualifica - e a godere dei vantaggi che essa comporta - comuni la cui maggiore vetta non si spinge oltre i cento metri sul livello del mare. Un controsenso, e una vergogna.
I sindacati vigilano affinché ogni conato di meritocrazia fallisca. S’era pensato di dare un particolare riconoscimento ai dirigenti statali di eccezionale bravura. È emerso che nella nostra sgangherata amministrazione tutti i dirigenti statali sono dei fuoriclasse. Il ministero del Tesoro intendeva dare una gratifica a quei suoi funzionari che fossero stati particolarmente brillanti nel combattere l’evasione fiscale. Risultato. Tutti i funzionari erano impareggiabilmente brillanti, e i sindacalisti volevano addirittura che la gratifica straordinaria fosse anticipata, che precedesse la valutazione dei risultati. È capitato che un riconoscimento economico ministeriale da attribuire ai migliori dipendenti fosse assegnato anche a chi aveva subìto condanne per comportamenti scorretti: ma con una decurtazione, attestante la vigile e severa attenzione dei superiori.
Proprio in terra di Sardegna, da dove fu proclamato il todos caballeros, ebbe i natali un seguace di genio di Carlo V, a torto meno noto di lui.
Si tratta d’un oscuro funzionario che era anche sindacalista del pubblico impiego, Giovanni Pitzalis. Negli anni Cinquanta costui riuscì a far approvare una norma in apparenza minore che sconvolse l’assetto dell’Amministrazione. Essa stabiliva che le promozioni erano indipendenti dall’esistenza d’un buco nella struttura burocratica. In breve, si poteva diventare prefetti anche se nessuna prefettura era libera, e generali anche se nessun incarico di quel livello era disponibile. Sulla scia di Pitzalis si posero sveltamente i magistrati con leggi ad hoc, e così poté avvenire che il pretore di una qualche amena località avesse retribuzione e rango di Cassazione rimanendo nel suo dorato rifugio. Tutti marcianti su Roma, tutti resistenti, tutti assi, tutti in Cassazione, tutti usurati, todos caballeros. Evviva.