Todt ammette: McLaren più forte

nostro inviato a Montreal

«Siamo arrabbiati, siamo dispiaciuti. Perché per la seconda volta un team più forte ci ha battuto». Jean Todt ha lo stesso sguardo di quando vince, anche in quei momenti regala pochi sorrisi. Lo fa per tutelarsi: mai gioire troppo. La beffa, gli sgambetti sono sempre dietro l'angolo. Solo che questa volta ne hanno fatti due, e il secondo proprio quando la Rossa si stava rialzando dopo il tonfo di Montecarlo. Sgambetto ancor più indigesto, questo, perché le McLaren hanno infilzato le rosse nel loro fortino: Montreal. Gp amico e dai molti successi, non l'ostico Principato.
«Scusate il ritardo. Sono stato a lungo al telefono con il presidente Montezemolo. Ho cercato di spiegargli tutto quello che ci era successo. E non ci sono riuscito». Una frase a metà strada fra battuta e realtà, perché da Milano Montezemolo dichiara: «Ora di Ferrari non parlo, sono troppo arrabbiato». Ma anche Todt è uscito provato da questo Gp tanti sono stati gli sconvolgimenti. «La verità è che, dopo una simile gara, l'unico motivo per essere davvero felici è sapere che Kubica sta bene. Tutto il resto è andato storto». Todt si dimostra poi obiettivo quando analizza la squalifica che ha tolto di mezzo Massa e chiude sul nascere le lamentele di Felipe per la squalifica. «Ci sono regole: se hai di fronte un semaforo rosso e non ti fermi sai che poi vieni escluso. Forse anche noi potevamo dirglielo. Comunque, è stato anche un gp davvero caotico e tutto quel che è successo ci ha privato di almeno sei punti per il mondiale».
Perché il vero problema non è la squalifica di Massa quando poteva ancora dire la sua, nonostante la sfortunata cabala delle safety car che aveva graziato Hamilton e giustiziato Alonso e le Ferrari. Il problema vero è «che per la seconda volta consecutiva siamo stati battuti da un team più forte. La nuova regola sulla safety car (non si può far benzina, ndr) ha trasformato le corse in una cabala, però la realtà è che noi siamo inferiori alle McLaren e dobbiamo lavorare ancor di più. E non era così all'inizio. Restiamo convinti di avere una buona macchina. La gara opaca di Raikkonen? Ha avuto problemi al via e poi aveva l'alettone danneggiato (nell'urto con Massa, ndr). A questo punto non so dire se a Indy saremo davanti, ma daremo il massimo (però Montezemolo, sfumata un po’ di rabbia, sprona le truppe: «vinceremo»). Il campionato si fa sempre più difficile, ma nessuno pensi che l'uscita di alcune persone dal team (Schumi, Ross Brawn) ci ha penalizzato: su sei Gp abbiamo fatto 4 pole e vinto tre gare. Non mi pare un disastro».