Todt a pezzi: «Consolato da Michael»

Jean Todt non fa vera festa quando vince, figurarsi quando perde e i sogni svaniscono. Con un filo di voce dice: «Dovevo consolarlo io, Michael, e invece lui ha consolato me». Conosce il tedesco da una vita, ma sembra stupito. «Ha vinto 91 gran premi, 7 titoli, per Schumi 7 o 8 poco cambia, in fondo, di amarezze, insieme, ne abbiamo avute tante in passato. Pensate ai mondiali persi all’ultima gara nel ’97 e nel ’98, pensate al brutto incidente nel ’99. Questo per dire che siamo sempre usciti ancor più uniti da queste esperienze, e siamo preparati; certo, la delusione non può che essere grande, ma dobbiamo accettarla. Il mondiale, almeno matematicamente, resta aperto, ma noi non vogliamo vincere il titolo così, vogliamo rispettare il nostro principio: quello, cioè, di trionfare meritatamente e non perché i nostri avversari hanno problemi». E sul guasto: «Non abbiamo ancora scoperto che cosa sia successo al motore, è troppo presto, investigheremo, ma ormai è fatta: ci è mancata l’affidabilità». E sul futuro: «Come si fa ad andare avanti dopo una simile delusione? Semplice: è come quando non si digerisce bene, il tempo aiuta... E poi pensi ad altre cose importanti della vita». E poi c’è Schumi che sa consolare.