Tofoli, il «nonno» della MRoma: «C’è tutto per iniziare un ciclo»

Norcia è in Umbria, a pochi passi da Cascia, vicino ad Assisi. Terra di santi, luoghi di culto e senza voler scomodare paragoni pesanti, comunque un miracolo si è già consumato: la Virtus Roma è rinata. La storia è recente: il 21 dicembre scorso, la Lottomatica Roma ha deciso di svolgere un miniritiro proprio nella piccola città umbra, per svolgere finalmente sedute di allenamento con coach Repesa alla guida del gruppo, dopo che lo stesso allenatore croato aveva dovuto saltare il ritiro estivo per impegni con la nazionale. A Norcia la squadra ha lavorato duramente, con Repesa che ha potuto finalmente dettare tutte le sue direttive senza l’urgenza di una partita di campionato o di Eurolega il giorno dopo.
Tornati a Roma con la sola pausa del 25 dicembre, i ragazzi hanno continuato il lavoro di preparazione fino alla gara del 30 dicembre contro Biella. Ne è scaturita una vittoria molto importante per la formazione capitolina contro una diretta concorrente per la qualificazione alle finali di Coppa Italia: «Non ho parlato prima della gara contro Biella - spiega coach Repesa - ma il lavoro svolto a Norcia e comunque l’aver avuto un periodo di 10 giorni tutti a disposizione senza viaggi e stop continui, ha influito tantissimo sul nostro stato di forma generale».
E soprattutto a livello mentale la squadra vista in campo contro i piemontesi ha meravigliato per quantità e soprattutto qualità d’esecuzione. Bodiroga ha entusiasmato tutto il Palalottomatica per un passaggio dietro la schiena da antologia, mentre Chatman e Hawkins hanno disegnato canestri straordinari: pensare e riuscire a realizzare tali colpi, è il sintomo di una ritrovata fiducia, di un gruppo che adesso si conosce maggiormente: «Era quello che volevo - continua Repesa - sapevo bene che l’essere arrivato in ritardo a settembre avrebbe influito e non vedevo l’ora di stare un po’ con la squadra. Abbiamo toccato tanti aspetti del nostro gioco, curato molti particolari, lavorando duramente ma con grande tranquillità».
Questi dieci giorni a cavallo della pausa natalizia, rappresentano probabilmente la vera e propria preparazione della Virtus Roma, quella che ha dato alla squadra l’imprinting che Repesa non ha avuto il tempo di dare in un inizio di stagione che non ha concesso soste: «Adesso arrivano gare molto importanti. Giocheremo contro il Maccabi (il prossimo 4 gennaio) poi andremo a Varese e infine il Panathinaikos. Tutte partite che potremo gestire al meglio se riusciremo a giocare per almeno 30 minuti come mostrato nel primo quarto contro Biella».
E se il gruppo cresce, la società non smette di monitorare un mercato che comunque non offre grandi alternative. La partenza di Ilievski e Moiso soprattutto deve essere colmata, sono sotto stretta osservazione almeno due innesti: serve un centro dominante e un tiratore puro. Al play, vista la continua crescita di Chatman e le garanzie che offre Giachetti, si potrebbe anche rinunciare. L’unico obiettivo della Virtus è quello di poter scegliere: accontentarsi non servirebbe a nulla.