La toga che ama i salotti bene Corteggiato da destra e sinistra

Amante dei salotti bene di Sanremo, era un assiduo frequentatore della mondanità cittadina e del casinò dove, con il suo famoso impermeabile di pelle nera, era sempre in prima fila in occasione di appuntamenti culturali o eventi da prima pagina.
Corteggiato sia dalla destra sia dalla sinistra, che lo avrebbero voluto come sindaco della città del Festival o come presidente della stessa casa da gioco. Per questo Gianfranco Boccalatte era una persona, ancora prima che un giudice, considerata fino allo scorso gennaio al di sopra di ogni sospetto. Da quattro mesi, pur con tutta la presunzione di innocenza dettata dalla Legge e dal buonsenso, non lo è più, soprattutto dopo l'arresto per millantato credito e per una delle accuse più infamanti per chi fa il suo mestiere: corruzione in atti giudiziari.
Un carattere aperto ed estroso formato ai tempi della goliardia universitaria, durante la quale aveva stretto rapporti con studenti divenuti poi politici di grido o professionisti affermati. La sua carriera in Magistratura era iniziata nel 1967. Dopo aver retto la Pretura di Ventimiglia, ha lavorato a Genova e a Vercelli. Poi è tornato a Sanremo dove per 10 anni è stato Presidente del Tribunale, ruolo ricoperto dal marzo 2009 ad Imperia. La considerazione nei suoi confronti, senza distinzione di colore politico, è stata testimoniata anche dall'alzata di scudi, avvenuta al momento del suo coinvolgimento nell'inchiesta. Anche lo stesso Csm non ha mostrato grande fretta nel prendere provvedimenti di sospensione o trasferimento quando è scoppiato lo scandalo. Uomo a volte imprevedibile, come quando nel 2004 ritirò l'accettazione a candidato sindaco di Sanremo, che aveva già firmato, lasciando a bocca asciutta i suoi sostenitori che erano andati a festeggiarlo a casa con tanto di bottiglia di champagne e mazzo di fiori. Una candidatura che lo avrebbe visto, insieme ad un gruppo di moderati e al centrosinistra, contrapporsi a Forza Italia. Una mezza decisione che, però, non gli aveva tolto l'amicizia di molti esponenti del centrodestra, tanto da farlo rientrare di diritto, nei mesi scorsi, nel toto nomine per la presidenza del casinò di Sanremo.
Nella vita privata amava effettuare escursioni in montagna, ed era un profondo conoscitore di tutti i sentieri delle Alpi Marittime. Impegnato anche nel mondo della cultura, era stato nominato presidente dell'associazione «Amici dei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo». A mettere la parola fine su tutto è stato ora il suo collega Gian Carlo Caselli.