Toga profonda

«Le indagini del Watergate - ha scritto Bob Woodward - rivelarono un piano che autorizzava le agenzie dell’intelligence a intensificare la sorveglianza delle minacce alla sicurezza interna, autorizzando l’apertura illegale della corrispondenza e togliendo le restrizioni imposte alle irruzioni furtive e alle intrusioni con effrazioni per raccogliere informazioni». Dal 1989 al 1993, in Italia, accadde qualcosa di analogo. Centinaia di case e uffici di parlamentari e uomini delle istituzioni (e giornalisti) furono spiati e visitati da strani ladri che si concentravano su carte e archivi. Politici come Tabacci, Mastella, Bordon e Pannella non avranno dimenticato, la famiglia Craxi tantomeno. Persino gli uffici dei cardinali Ratzinger e Zlathansky vennero messi a soqquadro, e nel suo piccolo persino l’abitazione dello scrivente. I giornali, tuttavia, non ci badavano più di tanto perché parteggiavano per la rivoluzione giudiziaria e per chiunque andasse al sodo del problema. Nessuno se n’è mai occupato, ergo: impegnato, com'era, a recepire carte di magistrati o d’altra parte di avvocati.