Toghe e avvocati provano a fermare Mastella

da Roma

Per Clemente Mastella accelerare i processi è una «vera e propria questione nazionale». E sarà una priorità dell’azione di governo nel 2007. Bisognerà agire per garantire i diritti individuali, la competitività del sistema economico e il prestigio internazionale dell’Italia, tante volte condannata in sede europea proprio per la lentezza dei processi.
Il ministro della Giustizia presenta al vertice di Caserta il suo piano di riforma che interverrà sul processo civile e quello penale, sull’ordinamento giudiziario, sull’organizzazione e razionalizzazione della macchina giudiziaria e correggerà le cosiddette norme ad personam, come l’ex Cirielli su prescrizione e recidiva. Per Mastella bisognerà realizzare l’ufficio del processo, una struttura amministrativa di supporto all’attività giudiziaria. «Ineludibile» è anche la riduzione delle spese per le intercettazioni telefoniche e della sospensione estiva dell’attività giudiziaria, da 45 a 30 giorni.
Al premier Romano Prodi, che ha denunciato l’urgenza dei problemi del settore, il Guardasigilli fornisce una prima risposta straordinaria per snellire e accelerare i processi oltre ad abbattere l’arretrato ormai «spaventoso». Il ministro promette che seguirà una risposta «di sistema», al termine dei lavori delle commissioni ministeriali che ha istituito. Alcuni di questi interventi straordinari incideranno sul bilancio, altri non comporteranno costi aggiuntivi ma politici sì, perché Mastella già prevede tensioni con alcune categorie interessate, «portatrici di valori propri e cospicui interessi». E, infatti, gli avvocati hanno già avanzato le prime critiche e i magistrati aspettano solo di conoscere i dettagli. Le contestazioni arrivano anche dalla Casa delle libertà: per Enrico Costa di Fi, membro della commissione Giustizia della Camera, servono fondi e personale per rendere i tribunali efficienti. «La riforma illustrata dal ministro - dice - non abbrevia, ma anzi allungherà sicuramente i tempi della giustizia».
Ma vediamo le principali novità contenute nel piano del Guardasigilli.
Processo penale. Sarà rivisto il regime delle nullità «che non incidono sulle garanzia di difesa», stabilendo rigidi termini temporali per sollevare le eccezioni, in modo da impedire, come spasso accade, la regressione del processo o addirittura il suo annullamento alla fine di «attività lunghe e costose». Si interverrà poi sul problema della competenza territoriale o per materia, per evitare altri casi Imi-Sir: ci dovrà essere una sola e definitiva decisione. Quanto alla riforma dell’ex Cirielli, si vuole ancorare il termine finale della prescrizione alla condanna di primo grado, scoraggiando impugnazioni dilatorie e incentivando i riti alternativi. Ciò vorrebbe «riequilibrare» il sistema dell’inappellabilità della sentenza di assoluzione da parte del Pm, introdotto dalla legge Pecorella. Ci saranno poi limiti temporali al patteggiamento; la semplificazione e il rafforzamento delle notifiche, anche elettroniche; la riforma delle impugnazioni delle misure cautelari e l’archiviazione dei procedimenti per fatti di particolare tenuità. Per smaltire l’arretrato si ricorrerebbe a una norma transitoria per applicare il patteggiamento ai reati coperti da indulto. I Verdi ricordano di aver già depositato una proposta di legge in materia.
Processo civile. A dicembre 2005 erano pendenti 5 milioni di cause e Mastella vuole lo stralcio per la rapida evasione delle cause più vecchie, che non hanno «sufficiente trattazione probatoria». Per snellire i processi intende semplificare le nullità; snellire le notifiche; aumentare la competenza per valore del giudice di pace; alleggerire di peso delle questioni di competenza, con semplificazione delle decisioni; istituire un’udienza di programma dei tempi delle attività processuali; predisporre sanzioni per chi abbia agito o resistito in giudizio in malafede e determinato un ingiustificato allungamento della durata del processo; introdurre un procedimento sommario non cautelare.
Riforma dell’ordinamento giudiziario. Mastella chiede l’impegno del governo e della maggioranza compatta per far approvare entro il 31 luglio 2007 le modifiche della legge Castelli. Per l’efficienza, sostiene, saranno importanti le norme sulla valutazione di professionalità dei magistrati, la formazione continua, anche per le capacità gestionali, e «regole più moderne per le nomine agli incarichi direttivi e la valutazione dei risultati della dirigenza».