«Le toghe non cedano alle provocazioni»

«Trascinare la magistratura nella campagna elettorale è un tentativo di delegittimazione da respingere nel modo più assoluto e fermo». Così il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Virginio Rognoni, replica alle affermazioni di Silvio Berlusconi, che, parlando a Napoli, ha detto di sognare uno Stato in cui i giudici «non debbano garantire l'impunità a chi sta dalla parte loro, dalla parte rossa, dalla parte della sinistra». «Rimane la gratuita accusa nell'archivio delle cose ingiuste, assurde e sgradevoli», ha aggiunto Rognoni, secondo cui «bene fanno i magistrati a non rispondere alle accuse di politicizzazione, di essere a favore di una parte politica e contro un'altra che ancora una volta si sono levate nel corso della campagna elettorale» perché «non rispondere alle provocazioni è segno di responsabilità istituzionale che la magistratura deve sempre conservare». Pronta la risposta del ministro dell’Interno Pisanu: «Non polemizzo con Rognoni ma gli ricordo che in Fi ci sono atteggiamenti polemici nei confronti di certe toghe non della magistratura. Che ci siano magistrati politicizzati e partigiani mi pare che sia cosa notoria».