Toghe onorarie in fermento pronte a bloccare la giustizia

Roma. Quasi 15mila tra magistrati onorari, giudici di pace e avvocati d’ufficio sono senza stipendio. Colpa del decreto Bersani, che ha congelato «il ricorso all’anticipazione da parte degli uffici postali per il pagamento delle spese di giustizia». Lo sciopero delle toghe onorarie di giovedì scorso non ha sortito alcun effetto immediato. Il ministero della Giustizia sta lavorando a una soluzione, ma al momento non ci sono spiragli. La magistratura onoraria, che ha in carico l’80% circa della giustizia monocratica, è sul piede di guerra e minaccia di paralizzare la macchina giudiziaria. Tra le richieste c’è anche il riconoscimento dello status giuridico della magistratura onoraria e la richiesta di equiparazione ai colleghi della giustizia tributaria, con la proroga delle funzioni sino all’età pensionabile e degli incarichi a tempo indeterminato, una retribuzione adeguata alle funzioni svolte, il pagamento dei contributi previdenziali e il trattamento assistenziale in caso di malattia, infortunio o maternità.