Toh, Garimberti si accorge solo ora che il Tg3 è fazioso

Roma «Esiste un problema al Tg3, lo ammetto». Incredibile ma vero: il presidente Rai, Paolo Garimberti, riconosce che i servizi della testata guidata da Bianca Berlinguer spesso mancano di obiettività. È la caduta di un tabù: proibito mettere in discussione il Tg3. Il mito della presunta imparzialità di quella testata infatti resisteva anche alle insistenti osservazioni del capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza Rai, Alessio Butti, che da tempo ne denunciava l’evidente squilibrio ed i toni troppo carichi. Soltanto ieri però, durante l’audizione in Vigilanza, Garimberti «ha visto la luce», come racconta lo stesso Butti.
«Come al solito Garimberti ha cominciato l’audizione sottolineando la faziosità del Tg1 di Minzolini - spiega Butti -. A quel punto io gli ho chiesto se secondo lui esisteva o no un problema al Tg3 e, devo dire anche con mia sorpresa, Garimberti ha riconosciuto l’esistenza del problema».
Non solo. Il presidente Rai ha anche raccontato che dopo aver visto due sere fa il Tg3 si è sentito in dovere di fare una telefonata al direttore, Bianca Berlinguer, per lamentarsi del fatto che «i lanci del Tg3 non erano obiettivi». Il presidente poi ha tenuto a specificare che il problema del Tg3 «è in termini di distinzione tra opinioni e notizie ma non in termini di completezza di informazione».
L’ammissione del presidente però ha scatenato il contrattacco della testata. La Berlinguer si dice «stupefatta» dalle parole di Garimberti. Conferma la telefonata del presidente che però, precisa, le ha fatto notare soltanto «che il conduttore non aveva adeguatamente distinto tra notizie e commento» mentre in Vigilanza, prosegue la Berlinguer «sorprendentemente il presidente afferma che esisterebbe “un problema Tg3”». A difesa del Tg3 scende in campo pure Nino Rizzo Nervo, consigliere Rai in quota Pd: «Paragonare il Tg3 al Tg1 sarebbe ingiusto», anche se non specifica per chi.
Rincara la dose anche il Cdr del Tg3. «Apprendiamo con grande meraviglia che il Tg3 è un problema per la Rai. Le affermazioni del presidente Garimberti sorprendono chi in questi anni ha lavorato con dedizione passione e pochissimi mezzi per mantenere in azienda il concetto di servizio pubblico». Il Cdr conferma di non aver fatto «sconti a Berlusconi per i casi giudiziari che hanno visto coinvolto il premier» ma rivendica anche il fatto di non aver fatto sconti neppure all’opposizione ad esempio per il caso Penati o l’inchiesta Enac. «Saremmo contenti se invece di accuse deboli e generiche sui lanci dei servizi ci venissero contestati fatti concreti e documentati - conclude il Cdr -. Noi sappiamo solo che qui le notizie non vengono nascoste, in questo senso forse il Tg3 rappresenta un problema. E allora i giornalisti del Tg3 sono fieri di esserlo per il bene della Rai».
I giornalisti chiedono «fatti concreti e documentati»? Il senatore Butti è pronto a fornirli. «I dati dell’Osservatorio di Pavia mostrano chiaramente un grave squilibrio nell’informazione del Tg3 - spiega Butti -. E poi, attenzione, non si può guardare ai dati in modo quantitativo ma qualitativo. Si parla di Berlusconi mettendolo sempre alla berlina. Quel tg è militante nel senso peggiore del termine. Molto più militante dello storico Telekabul di Alessandro Curzi. Non c’è dubbio che la Berlinguer sia una agit prop. Certamente agisce con grande intelligenza nella comunicazione. La cosa più grave è che lo stesso squilibrio lo ritroviamo pure nei programmi di approfondimento di quella testata».