Toh, l’abito è giovane se è di sartoria...

Contrordine signori, l'avanguardia non e più di moda. La nuova parola d'ordine è riprogettare il classico in chiave contemporanea. Sartoriale perciò e al tempo stesso innovativa. Scendono in campo designer non eccentrici e progettisti che rispettando la tradizione, sono in grado di superarla.
«Ho conferito estetica e vestibilità urbana a un caposaldo della tradizione più radicale, il loden» dichiara Andrea Incontri, autore di un bel progetto realizzato con Habsburg, il marchio «nobile» del gruppo austriaco Schneiders. Decontestualizzando la classicità del celebre tessuto, l'architetto prestato alla moda ha proposto, fra i pezzi più interessanti, un bomber di loden verde salvia con colletto di pelliccia, un cappottino in chevron di loden e persino la camicia in loden mélange color cobalto. La disinvoltura, comune denominatore delle nuove giacche e dei completi dedicati al prossimo inverno, è ottenuta attraverso l'uso frequente di tessuti a maglia, l'assenza di fodere e una vestibilità slim ma allo stesso tempo confortevole.
Da Lardini, oltre alla costruzione destrutturata ma formale si sottolinea una sensuale morbidezza utilizzando tessuti che riproducono con il gusto di oggi fantasie pescate da antichi archivi di lanifici inglesi. «Nel classico nulla è più tale: sembra una contraddizione ma rispecchia il nostro lavoro intorno alla decostruzione» sostiene Stefano Scuderi, presidente e titolare dell'omonima azienda che in provincia di Viterbo realizza una collezione totalmente made in Italy. «Confermando il pregio della sartorialità, tutto è sfoderato per ottenere il massimo della leggerezza» aggiunge sottolineando come gli interni diventino importanti quanto l'esterno. Così l'abito di pura lana grigia, grazie a lavaggi e coloriture speciali, ha un effetto vissuto, il fit è armonico, il pantalone sottile ma non incollato. Da Paoloni si parla di pragmatismo nella costante attenzione nella ricerca di un classico contemporaneo che si ottiene attraverso una rivisitazione scrupolosa di certi stilemi.
«Il consumatore apprezza l'equilibrio fra prodotto e prezzo corretto» spiega l'amministratore delegato Fabrizio Carnevali dichiarando che la disponibilità a buttare via i soldi è definitivamente archiviata. Proprio per questo il capo simbolo del prossimo inverno è una giacca in tessuto che sembra una maglia, semisfoderata, bottoni in madreperla e vestibilità asciutta. Insomma, un caldo abbraccio che è anche la promessa di Anissej Life con lana e fustagno a farla da padrone e la celebre giacca in lane e velluti dalle fantasie rétro dotata di tutti i comfort: tasche interne per il giornale, il sigaro e il cellulare e dotazione di bretelle incorporate per poterla portare come uno zaino.