Toh, l'Iva al 20 per cento...

E adesso, pover’uomo? Cosa dirà il «sincero democratico», cosa dirà Veltroni? Che per colpa di Berlusconi dopo al latte per il bimbo il probo cittadino dovrà rinunciare anche all’abbonamento a Sky? Che come è ben noto rappresenta un bene primario, privati del quale si piomba sotto la soglia di povertà precipitando al suo fondo? Sosterranno che quei quattro euro di aumento mensile, conseguente all'innalzamento dell'Iva, avranno sui bilanci familiari l'effetto che sortirono i subprime sul mercato finanziario?

Una cosa è certa: stavolta il «sincero democratico» non rispolvererà il tormentone che accompagnò i precedenti governi Berlusconi. Non affermerà che elevando al 20 per cento l’Iva di Sky questo, di governo, ci porta «fuori dall’Europa». Il provvedimento preso da Tremonti ci riporta infatti dentro, perché è lei, è l’Europa ad averci chiesto, pena la procedura di infrazione, di riallinearla, quella dannata Iva. Di riallinearla, di portarla dal 10 al 20 per cento come d’altronde già aveva promesso di fare quell’uomo di onore che è Romano Prodi.

Senza la sponda europea, che poteva darle quel tocco di solenne tronfiaggine, la pretestuosa polemica innescata dalla sinistra scade dunque nel cabarettistico denunciando una volta di più l’asfissia politica dell’opposizione. Che si mobilita e, senza scomodare gli argomenti, attacca alla cieca tirando in ballo quel ferrovecchio del conflitto di interessi (mai affrontato e dunque tanto meno risolto nei sette anni di governo della sinistra, e una ragione ci sarà pure), la soglia di povertà e, ovviamente, la cultura. Sky è cultura, dicono, e la cultura non si tocca. Essendo cultura, seguitano a dire, la televisione via satellite è un bene essenziale, non un extra, un di più e meno che mai una cosa per ricchi. Di conseguenza non le si addice l’Iva e se Berlusconi la applica, Berlusconi è contro la cultura.

Sono ragionamenti strampalati, che il popolo della sinistra fatica a sottoscrivere, come testimonia il sondaggio on line fatto dalla Repubblica, dal quale risulta che per la maggioranza dei lettori l’abbonamento alla pay tv o è faccenda per gente che ha i soldi o se ne può fare, in quanto «consumo culturale», benissimo a meno. Questo è il guaio - guaio loro - della sinistra oggi: dovendo dimostrare di esistere come forza politica di opposizione, essa si butta a corpo e a cervello morto su qualsiasi occasione le si presenti per dar contro al governo. E ciò anche a costo di coprirsi di ridicolo, di smentire se stessa o di lavorare per il re di Prussia. E così, a vederlo in azione, il Partito democratico sembra composto da kamikaze dell’intelletto e si capisce perché al nord - da dove soffia sempre un certo vento - ci si stia attrezzando per dar vita a dei Pd regionali solo federati col maxi Pd romanocentrico, sconsolatamente velleitario e guidato, tanto per rendere più pittoresco l’insieme, da uno che dice di essere l’Obama de noantri.