Toh, ora le primarie piacciono anche a chi le ha impedite

In principio fu Angelino Alfano segretario politico del Popolo della Libertà a dare le sue direttive ai coordinatori regionali del partito: «Le città che il prossimo anno dovranno rinnovare la carica di sindaco e/o presidente della Provincia sperimenteranno il sistema delle primarie». Un tentativo di elezione interna tutto nuovo per il centrodestra che arriva dopo il successo riscosso alle recenti amministrative dai candidati del centrosinistra indicati dalla base proprio attraverso il modello nato negli Stati Uniti d’America.
Ovvio e scontato che tra i coordinatori regionali in calce all’indirizzo ci fosse anche Michele Scandroglio visto che Genova sarà la città più grande che rinnoverà la squadra di governo. Il Giornale ne aveva dato notizia venerdì scorso dopo aver avuto notizie certe dalla segreteria politica del partito sul fatto che il capoluogo ligure sperimentasse davvero il sistema. Il giorno successivo tutti hanno fatto a gara per avere la paternità di una scelta di indirizzo già presa, compresi i quotidiani «concorrenti» che sono riusciti anche a riprendere i tratteggi dei possibili candidati che erano stati ipotizzati sulle pagine del nostro quotidiano.
Così prima Gianni Plinio, poi Claudio Scajola e Ignazio La Russa hanno voluto mettere il cappello su una proposta partita da Roma e difficilmente condizionabile da parte della dirigenza locale del partito. È intervenuto a sostegno persino chi le ha sempre impedite.
L’operazione primarie parte dalla segreteria politica e ha un solo padrino: Angelino Alfano, deciso a dare una ventata d’aria fresca ad un movimento che ogni giorno perde sempre più appeal anche in Liguria.
Adesso scatta la fase due, bisognerà capire come le elezioni interne verranno gestiste e se saranno interne al Popolo della Libertà o di coalizione, viste le riserve espresse dal segretario regionale della Lega Nord Francesco Bruzzone: «Quando i partiti non sono in grado di fare ragionamenti sulle candidature di una città importante, allora è segno che qualcosa non va», è stato il commento del consigliere regionale.
Il misurarsi prima con il proprio elettorato di riferimento è invece quello che auspicano i piccoli partiti e movimenti civici che orbitano attorno alla galassia del centrodestra convinti che l’unico modo per risvegliare l’elettorato ad un impegno per «rovesciare» il governo della Superba sia un confronto che possa stimolare dibattiti, problemi e idee.
Tra chi ipotizza la data del confronto nello stesso giorno del centrosinistra e chi gioca al totocandidato, il Giornale è riuscito ad informavi in maniera pronta e tempestiva sulle decisioni senza dover ricamare sopra alla notizia.