Toh, si rivede Goosen non vinceva un Open dal 2005

Retief Goosen, il quarantenne campione sudafricano, vincitore di due Open degli Stati Uniti ha finalmente ritrovato la via del successo vincendo in Florida a Palm Harbor il Transitions Championship. Era dal 2005 che Retief non vinceva sul Tour americano e negli ultimi tempi, a parte un paio di successi in Asia e nel suo Paese natale, il giocatore che per due anni consecutivi si era aggiudicato anche la palma di migliore sul Tour europeo sembrava aver perso lo smalto ed anche la carica a lui abituale. Ultimamente c’erano stati segnali di ripresa con un Goosen che a sprazzi riusciva ad esprimere il suo gioco migliore ma che subito dopo - nello stesso torneo - tornava alla più totale normalità se non alla mediocrità. Ora un successo che anche se arrivato in un torneo che non presentava ai nastri di partenza molte delle attuali star del Tour dovrebbe aver ridato a Goosen la fiducia e l’incentivo per ritrovare la voglia di far bene ed un nuovo sprint nella sua carriera. Manca poco ormai al Masters di Augusta e la prestazione di Retief a Palm Harbor è per lui il miglior viatico in vista del primo torneo del Grande Slam stagionale. Su di un percorso difficile e con dei green di ghiaccio Goosen è riuscito a chiudere l’ultimo giro in 70 colpi - uno sotto il par - pur rischiando i 3 putt sull’ultima buca che lo avrebbero costretto ad un playoff con Brett Quigley e Charles Howell III.
Goosen che ha intascato una moneta di poco superiore ai 900mila dollari è alla sua ottava vittoria sul Pga Tour grazie alla quale non mancherà al Masters dove non è mai stato assente dal 2002. Al quarto posto Steve Stricker e Charles Wi entrambi momentaneamente leader nel corso delle ultime 18 buche appaiati con Mathew Goggin.
Sul Tour europeo si è tornato a giocare nel Vecchio Continente con la disputa del Madeira Open sul percorso «firmato» da Severiano Ballesteros del Porto Santo Golfe. La vittoria è andata al ventenne argentino Estanislao Goya sicuramente tra i più interessanti giocatori sbarcati sul Tour a seguito del Challenge della scorsa stagione. Goya - lo ricordiamo - è stato il vincitore del Gran Final disputatosi lo scorso ottobre al San Domenico in Puglia e questo successo pieno arriva appena alla sua sesta apparizione sul Tour maggiore. Il giovane campione, nativo di Cordoba patria di Romero e Cabrera, nel 2008 è stato anche il numero 1 nell’ordine di merito del Tour de las Americas e dopo il successo a Madeira ha dichiarato che cambierà la sua tabella di marcia giocando a tempo pieno sul Tour europeo ponendosi ora il traguardo di poter entrare tra i primi 60 nel «the race to Dubai» di fine stagione. Un traguardo non certo impossibile con il successo appena ottenuto che lo ha proiettato dal 150° al 50° posto nell’ordine di merito europeo. A riprova di quanto ormai sia determinante alla formazione dei nuovi campioni il Challenge Tour è interessante sottolineare che la vittoria di Goya è la centesima ottenuta sul circuito maggiore da un giocatore uscito dalle file del cosiddetto circuito «minore». A Madeira gli unici due italiani a passare il taglio - finendo però in bassa classifica - sono stati Michele Reale e Costantino Rocca che a proposito di laureati del Challenge su il primo giocatore a guadagnarsi poi un posto in Ryder Cup.
Settimana argentina anche sul Challenge dove nel Colombia Masters la vittoria è andata al diciannovenne Alan Wagner sul percorso del Country Club di Bogotà. Campo difficile e anche difficili condizioni meteorologiche che hanno portato ad un finale con continui cambi di leadership e ad una sospensione di due ore per pioggia torrenziale. Il 68 finale di Wagner gli ha fruttato la vittoria e i 32mila euro di prima moneta superando di un colpo il nostro Edoardo Molinari - vincitore di questo torneo nel 2007 - che, dopo essere stato al comando nella seconda e terza giornata, ha dovuto cedere le armi con un giro finale in stretto par 72. L’italiano partito con un bogey ha cercato poi l’affondo nelle buche finali ma l’argentino ha saputo tenergli testa e cogliere il suo primo successo che - stando alle sue dichiarazioni - lo ha spronato a giocare il più possibile sul Challenge europeo cercando di emulare i suoi più noti connazionali.