Toh, sono tutti pazzi per il «Mondo di Patty» (anche i genitori)

Milano La fila davanti all’entrata è quasi unisex, parla rosa e preannuncia inconsapevolmente il colore dominante della scenografia che troverà all’interno. Il Mondo di Patty - il musical ispirato alla serie tv di culto per ragazzi - fa il suo debutto italiano al PalaSharp di Milano (fino al 20 dicembre, poi al Gran Teatro di Roma dal 22 al 28) e la festa è grande, ma soprattutto è femmina. Certo qualche papà non manca, ma i più si sono abilmente imboscati, soprattutto gli interisti che hanno l’amata squadra in tv, in Coppa Italia. Figlie scortate da mamme, dunque, in un mix generazionale che va dagli otto ai quarant’anni di età, armate di sorrisi per la soddisfazione di vedere finalmente lei in carne ed ossa. Lei è Laura Esquivel che, con un vero colpo di teatro, si è fatta protagonista anche della versione da palcoscenico di un telefilm (telenovela la chiamano laggiù dove è nata) che dall’Argentina ha conquistato il mondo. Dalla prima serie del 2007, infatti, Il Mondo di Patty ha registrato record d’ascolto: in Italia, nel 2008, ha esordito sul canale satellitare Disney Channel (a gennaio 2010 sulla stessa piattaforma è attesa la seconda serie), per poi passare in chiaro, ogni pomeriggio su Italia 1, registrando uno share del 16 per cento. Inutile dire che ogni cosa che parli di Patty - la talentuosa e timida ragazzina «nerd», eroina della serie - fa il botto: i primi due cd con la colonna sonora del telefilm hanno già ampiamente conquistato il disco d’oro, collezioni di photocard, figurine e libri legati alla serie vanno a ruba. Per non parlare di Internet: sul web il sito ufficiale italiano, nel solo mese di novembre scorso, ha registrato un milione e ottocentomila visite. La riprova di questo successo è esplosa ieri al Palasharp, gremito di ragazzine pronte a cantare a memoria le canzoni (in lingua spagnola) del musical. Al centro di tutto c’è poi questa quindicenne di Buenos Aires, Laura Esquivel, che per la tournée di casa nostra si è imparata tutte le battute di prosa in italiano. Insomma, una «professionista» quasi consumata, che ha saputo calamitare l’attenzione della verdissima platea sin dal primo apparire, in divisa da college e grandi occhiali neri sul naso. Una specie di Clark Kent in versione teenager, pronta a farsi supereroe grazie all’amore per la musica e per l’amicizia. La storia la vorrebbe bruttina, ma è chiaro che Patty, come tutte e tutti i protagonisti del musical - cantanti e ballerini all'altezza del compito - è più che graziosa, e soprattutto racconta ai giovani fan, vivaddio, una storia ottimista e positiva. Sul palcoscenico, coreografie dei balletti e scenografia (un essenziale grande schermo che riproduce le location scolastiche della storia) cercano di evocare l'atmosfera della serie tv. Missione compiuta, a giudicare dagli applausi.