Tokio Hotel, follie per i baby rockers

Al Datch Forum di Milano show tutto esaurito degli idoli degli adolescenti

da Milano

Certo che stasera sarà un bello spettacolo al Datch Forum di Assago. D’accordo, arrivano i Tokio Hotel, uno dei pochi gruppi monogenerazionali del rock di oggi. Per farla breve: sono idoli dei ragazzini, ma idoli veri come non se ne vedevano da decenni, gli ultimi dei mohicani nella lista di musicisti trasformati in divinità dal loro pubblico. Guai a toccarli: se girate per qualche forum su internet, per non parlare delle chat o dei blog, la mole di commenti riservati a questo gruppo di tedeschini è sterminata e anche questa a senso unico: sono i più bravi, i più intelligenti, soprattutto i più sexy. Ma il bello è che i Tokio Hotel sono sconosciuti a tutti gli altri, fatta eccezione per i genitori, cui da mesi i figli implorano un biglietto o un semplice passaggio per andare al rito di oggi. E questo sarà lo spettacolo nello spettacolo: il corteo di padri e madri al seguito dei figli scalmanati. Che noia, si dirà. E invece no: ce ne fossero di processioni così allegre e tutto sommato sane, mansuete, liberatorie. È già accaduto per le altre due apparizioni italiane dei Tokio Hotel, a Trl di Mtv a Roma e alla finale del Festivalbar a Verona: code e svenimenti. Per dire, fuori dall’Arena poco prima che iniziasse la diretta tv, il volume degli strilli non era mai stato così alto per nessun gruppo, per nessun Negramaro o Sting o chiunque altro. Eccoli, eccoli: sembrava una caccia all’uomo in tempo reale. Ma stasera, in un Datch Forum mostruosamente esaurito, con biglietti volatilizzati e ormai introvabili, sarà un girone dantesco: il paradiso per i ragazzini, l’inferno per i genitori che li accompagnano. E chissà perché i Tokio Hotel sono riusciti a trasformarsi in icone di una generazione che sembrava non volesse neppure più averne. Famosi, anzi strafamosi in Germania da tre anni, il gruppo dei gemelli Kaulitz (Bill alla voce, Tom alla chitarra, nati il primo settembre dell’89 a Lipsia) ha pubblicato in Europa il cd Scream, che non solo in Italia ha già venduto cinquantamila copie ma ha anche prodotto il brano Through the monsoon, uno dei più trasmessi da radio e tv. Un trionfo dovuto al passaparola, ovvio, e al look, ci mancherebbe: Bill Kaulitz è un ragazzino androgino, fai quasi fatica a capire se è uomo o donna, ed è dominato da una testa di capelli neri alti mezzo metro. Lui è il sex symbol degli under 20, non c’è dubbio. E il merito è anche di un repertorio che mescola il rock degli anni Settanta (con tutto il rispetto, s’intende) con il senso della melodia mitteleuropea che si ferma a metà strada tra i tedeschi Scorpions e Bonfire. In più ci sono maliziosi escamotage della produzione e arrangiamenti che sono in grado di farsi digerire in tutto il mondo (la squadra che li segue è formata da gente che ha lavorato con i Doors, i Motley Crue, Faith Hill e The Corrs). Comunque sia, sono il fenomeno del momento. E lo sanno anche gli organizzatori di questo concerto milanese che da mesi, dicono, ricevono disperate richieste di incontro con qualcuno dei Tokio Hotel: «Almeno mille telefonate, ci sono padri che minacciano il suicidio della figlia e ragazze che tappezzeranno di fiori il loro camerino». Che roba.