A Tokio è subito festival della fantasia

Piero Evangelisti

da Tokio

La trasformazione della propulsione delle vetture del futuro, processo irreversibile, ben evidenziato al Salone di Tokio, propone agli ingegneri una sfida di quelle che fanno tremare i polsi. Molto più sereni e stimolati sono i designer, perché il passaggio all’idrogeno consentirà di rivedere completamente le volumetrie delle auto, dove i gruppi motore/trasmissione occuperanno meno spazio e potranno essere ubicati con la massima libertà, a vantaggio dell’abitabilità. È l’interessante tesi sostenuta da Ken Okuyama, design director di Pininfarina, a Tokio per coccolare una sua creatura di grande peso, la Maserati Birdcage 75th, automobile che alla fine della kermesse nipponica sarà sicuramente una delle più fotografate. È comunque tutto il gruppo Fiat a dimostrare una notevole dinamicità e la convinzione di avere i prodotti giusti per veder crescere le sue quote in Giappone, con la nuova Grande Punto e l’Alfa Romeo Brera, pronte a far breccia nei cuori di automobilisti sempre sensibili al fascino dello stile italiano, ottimamente interpretato da queste due vetture. Potrebbe riservare piacevoli sorprese la Panda bicolore griffata Alessi, un altro marchio molto apprezzato in Giappone. Nulla di nuovo alla Ferrari, che ha dato via libera a Giorgetto Giugiaro nella realizzazione della GG50, supercar che nel nome fa subito capire di essere stata costruita per celebrare i 50 anni di attività del designer piemontese fondatore di Italdesign.
La piattaforma è quella della Ferrari Scaglietti da cui si distingue per i muscoli delle forme e anche per un colore inedito, un arancione scuro, frutto forse di un vezzo, per distinguersi dal classico «rosso Ferrari», o dei rigidi protocolli di Maranello. Non per nulla l’auto è esposta sullo stand della Bridgestone, che provvede ovviamente alla possente gommatura, mentre ai freni ci pensa Brembo. A «cielo aperto» è la presenza della Lamborghini, con la Gallardo Spider che, anche se questo non porterà all’aumento di una produzione ormai rigidamente fissata, ma semplicemente all’allungamento dei tempi di attesa, permetterà un’ulteriore crescita del marchio nel Sol levante. Fra i tedeschi spicca il gruppo Volkswagen, con la prima mondiale della performante Polo GTI da 150 cv, per quanto riguarda la produzione di serie, e con due interessanti concept in chiave ecologica, il roadster Ecoracer, che monta un TDI turbodiesel di prossima generazione, che può spingere l’auto fino a 230 orari, a fronte di un consumo medio di 3,4 litri per 100 chilometri nel ciclo combinato, e il compatto prototipo Shooting Brake con il marchio Audi. Dalla casa di Ingostadt arriva anche la giovanissima Q7 in versione ibrida, tendenza che ha già messo in movimento anche DaimlerChrysler, che per l’ammiraglia Classe S ha messo a punto la tecnologia sperimentale Bluetec Hybrid, che abbina l’elettrico al Diesel. Significa «prato autunnale» la parola Akino, concentrato di lusso e spaziosità, il prototipo di Chrysler, disegnato nel centro stile californiano. Classica è la presenza di Bmw che stupisce con una Mini Concept, evoluzione della Traveller, destinata a esigenti macinatori di chilometri con un’attrezzatura di supporto che ricorda quella di un camper.
Tanti i numeri uno francesi tra gli stand. A cominciare da Carlos Ghosn in doppia veste (Nissan Renault), a celebrare il velocissimo sbarco in terra giapponese della Clio III, che qui assume lo storico nome di Lutecia. Novità per il Giappone è la 407 Coupé di Peugeot, che può contare anche sulla 1007, che per forme e tecnologia si inserisce molto bene nel mercato nipponico. Nell’insieme, «un bon salon» battuta colta al volo da Patrick le Quément, responsabile del design Renault.