A Tokyo si anticipa il futuro

Piero Evangelisti

da Milano

«Driving tomorrow! From Tokyo». Ecco il claim della 39ª edizione del Salone internazionale che aprirà al pubblico il 22 ottobre nella capitale giapponese, per chiudere il 6 di novembre. «Guidare il futuro da Tokyo» rappresenta al meglio la tendenza comune a tutti i costruttori, occidentali o asiatici, nella ricerca di auto sempre più efficienti nei consumi. La riservatezza, per i marchi di casa, è parola d’ordine, al punto che alcuni usano addirittura il «no comment» sulle possibili novità. Toyota conferma soltanto l'impegno nelle «fuel cells»; nulla trapela da Mitsubishi, sempre dinamica in questa rassegna.
Da Nissan arriva Pivo, 2,7 metri di lunghezza, concept car che ruota su se stessa, alimentata da batterie elettriche a ioni di litio, vettura che potrebbe risolvere, tutti insieme, i problemi delle grandi metropoli. Grande spazio Honda lo dedicherà ai modelli futuristici, tra cui Wow dal design che si annuncia particolare. Sarà anche mostrato il funzionamewnto del sistema di visione notturna intelligente e del dispositivo che attutisce gli urti.
Mazda proporrà numerosi veicoli, tra i quali Senku, con motore a pistoni rotanti, la Mx Crossport, pronta a diventare un crossover di serie, e la Premacy Hydrogen RE, prototipo ibrido che ipotizza la combinazione fra idrogeno e benzina, magari la strada più praticabile nel medio termine, anche perché la stessa tecnologia la troviamo su una evoluzione della Rx-8. Anche Subaru non si sottrae alla vocazione ecologica con la concept B5-TPH, crossover a trazione integrale mosso da un motore a doppia alimentazione (elettrico e benzina a ciclo Miller) e con altre «vetture laboratorio». Sulle «piccolissime», difficilmente esportabili in Europa, è concentrata la Suzuki.