TOLLERANTI NON DISARMATI

Purtroppo ci hanno diseducato due secoli di categorie economiche: i ricchi del nord, i poveri del sud, i disidratati, i troppo idratati, gli obesi e gli affamati, come se questi soltanto fossero i pezzi della scacchiera su cui si declina la tragedia umana. Invece, sia nel caso delle vignette sul Profeta che in quello del povero prete italiano ammazzato come un cane nella sua chiesa in Turchia, come in tutta la guerra che l’Occidente libero e liberale si trova scaricata sulle spalle, il valore aggiunto dell’odio proviene non dall'economia ma dalla religione. Anzi, dall’Islam. Si risponde in genere a questo punto che anche il Cristianesimo ha sparso nei secoli fiumi di sangue innocente. Tutto vero. Ma è vero anche che sono passati secoli. Per l’Islam invece il tempo non passa: turbe, torme di folle infuriate che urlano contro di noi, pistole e coltelli che danno la caccia al cristiano, all'occidentale.
Quanti cristiani sono stati scannati in Africa e in Asia negli ultimi venti anni? Quanta gente è stata crocefissa oggi per aver commesso il delitto dell’apostasia? Tenere la mano ferma, la mente calma e respirare profondamente? Non basta. C’è qualcosa di profondamente, morbosamente, vistosamente sbagliato in tutta questa storia. Noi facciamo vignette. Noi ridiamo di noi stessi e degli altri, religioni comprese. E compiamo talvolta gesti di cattivo gusto. Noi siamo e vogliamo essere liberi di diventare se e quando ci va musulmani, cristiani, atei, scintoisti, buddisti e liberi pensatori e poi, se ci aggrada, di fare il cammino inverso. Sono fatti nostri. Se vediamo qualcuno di un’altra religione che non sia quella delle nostre nonne ci fermiamo, guardiamo e leggiamo i libri e scandagliamo internet. Questi invece ammazzano e tagliano la gola con la sega elettrica davanti alle telecamere che gli abbiamo procurato noi. Che cosa aveva fatto questo prete cattolico in Turchia oltre al fatto di essere un prete cattolico in Turchia? Io amo la Turchia. Sono di quelli che la vogliono in Europa affinché compia fino in fondo la rivoluzione di Atatürk in senso liberale. E questo delitto ha sconvolto anche il mondo politico e il governo turco, il che è un bene. Ma qualcuno si deve decidere ad usare il pugno di ferro contro la violenza islamica. Noi non riconosciamo valore morale a chi vuole impedirci di pubblicare quel che ci pare, specialmente quando ci si intima di schiodare i segni della religione dei nostri padri nelle nostre scuole. Certo, è facilissimo in questa materia diventare estremisti, farsi scivolare il piede dalla frizione. Ma anche la separazione netta fra bene e male, giusto e ingiusto, rispettabile e abominevole, richiede scelte dirette e drammatiche, mentre tutti questi continui richiami alla tolleranza, questi rimbrotti ai disegnatori satirici, questi altolà ci sembrano francamente inopportuni e anche un po’ demagogici. Mentre si ammazzano preti, il nuovo personaggio che domina Teheran terrorizza il mondo con lo spettro atomico sostenendo che l’Iran ha il suo diritto all’energia nucleare, come se quel Paese non fosse sdraiato sopra il più grande oceano di energia del pianeta. Tira dunque aria di sopraffazione, sangue e terrore, tutti fattori estranei alla nostra idea di religione che è un’idea filosofica, altruista e tollerante (almeno oggi). E a questo clima di sopraffazione e di intimidazione bisogna saper dire no, con calma ma anche con una grande forza, sia morale che, all’occorrenza, di muscoli.
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