"Tolleranza zero, così salveremo Napoli dai signori dei rifiuti"

Intervista al sottosegretario all’Interno Mantovano: "Pronti al dialogo con i cittadini, ma lotta dura alla Camorra che vuole mantenere il caos per alimentare i suoi traffici illegali"

da Roma

Sottosegretario Alfredo Mantovano, mentre il presidente della Repubblica firmava il decreto sui rifiuti partivano i primi scontri a Chiaiano. Qual è la linea del governo adesso che la piazza è esplosa?
«Una linea di ragionevole fermezza perché i rifiuti vanno tolti dalle strade di Napoli e della Campania e deve riprendere un percorso di efficienza. Fermezza, ma ragionevole, perché tutto questo non avviene senza tenere in considerazione l’esasperazione della gente per anni di sacrifici chiesti non seguiti da benefici ricevuti. Chiediamo però ai campani onesti di non fare in modo che questa esasperazione sia strumentalizzata».
Da chi?
«Da chi vuole lasciare le cose come sono, da chi vuole continuare a fare traffici illeciti intorno al ciclo dei rifiuti. E anche da chi vuole creare problemi a un governo appena costituito».
La soluzione del problema immondizia per il governo significa anche lotta alla mafia?
«È doveroso. Mercoledì a Napoli il presidente del consiglio ha detto che lo Stato sarà presente con tutta la sua autorevolezza in Campania. Questo non significa dire che ci sarà una mano dura senza possibilità di confronto. Significa che non c’è spazio per l’illegalità e per la camorra. Ma solo per la ricerca di soluzione di efficienza».
Ai sindaci che cosa chiedete?
«I rappresentanti della popolazione troveranno possibilità di dialogo con i rappresentanti dello Stato a cominciare dal prefetto di Napoli e dal sottosegretario Bertolaso, ma anche loro facciano in modo che le molotov non sostituiscano il dialogo. Il confronto è impedito da chi ha interesse a impedirlo».
Portate l’esercito in Campania come Stato contro il «non Stato»?
«Do per scontato che la camorra, che ha una grossa parte nella gestione di discariche abusive e dei trasporti di rifiuti, si ritenga danneggiata dalla legalità e provi a inserirsi nei disordini o addirittura a fomentarli. La presenza dello Stato serve all’individuazione delle soluzioni ragionevoli, e la difesa di queste soluzioni, se necessario, avverrà anche con la forza pubblica, ma solo se necessario, va sottolineato».
La discarica di Chiaiano sarà aperta fino a quando?
«Tutto ciò che cade sotto la voce discariche è a tempo. In un’impostazione seria della questione il futuro è nei termovalorizzatori, ma in mezzo ci sono tempi tecnici e l’avvio della raccolta differenziata. Nel frattempo i rifiuti non possono stare nelle strade».
Temete altre rivolte nei 9 nuovi siti di discarica?
«Le mettiamo in conto. Ma mi auguro prevalga la consapevolezza che questa è una battaglia che facciamo tutti insieme. Le discariche sono un passaggio necessario e transitorio. La protesta se avviene con forme pacifiche è esercizio di democrazia. Ci deve essere uno sforzo da parte di tutti per impedire che diventi violenta».
Vi farete vedere di più in Campania, non solo per il consiglio dei ministri?
«È importante il dialogo con la popolazione da parte di tutti coloro che sono titolati a farlo, istituzioni locali, parlamentari. Bertolaso avvierà già domani il primo giro di incontri».
Ci saranno verifiche adeguate sulla nocività dei rifiuti?
«Non ci sarà nessuna apertura che non sia preceduta da uno studio che esclude rischi per la popolazione. Nessuno intende fare follie. La popolazione deve essere tranquilla. Ogni intervento sarà preceduto, anche a Chiaiano, da una verifica concreta».
In che tempi?
«Nei tempi più rapidi. Non bisogna farsi trovare impreparati di fronte a condizioni climatiche che aumentano i rischi per la popolazione».
Come commenta il nuovo atteggiamento conciliante di Bassolino e del sindaco Iervolino?
«È doveroso che tutte le istituzioni abbiano intenti comuni. Vorrei però ringraziare soprattutto le forze di polizia: gli agenti sono i più esposti anche nell’interesse di coloro che li stanno contestando. Uno dei poliziotti feriti ha chiesto di riprendere subito il servizio. Di fronte a fatti di questo genere dire grazie è poco. Si stanno confrontando con professionalità equilibrio, consapevoli che ogni errore può compromettere l’intera operazione».