Da Tolstoj a Rino Gaetano una festa per la fiction

Dal 2 al 7 luglio a Roma la rassegna dedicata al genere televisivo. In concorso più titoli Rai che Mediaset

da Milano

È il più vitale, il più amato, il più seguito. Eppure, curiosamente, proprio questo genere televisivo - la fiction, naturalmente: in tutto il mondo protagonista d'una vera e propria età dell'oro - ancora non disponeva d'un suo festival italiano. Potrebbe dunque colmare una lacuna (o sollevare magari, come spesso in casi simili, qualche polemica) la nascita del RomaFictionFest: prima rassegna nazionale del genere, in scena nella capitale dal 2 al 7 luglio prossimi. Sotto le amorose cure di un entusiasta Felice Laudadio. «Un'avventura difficile ma esaltante - commenta eccitato il direttore artistico - su una realtà che dà tanto lavoro e tantissime soddisfazioni. Certo: è il primo tentativo italiano del genere. Così non sappiamo che impatto avrà, che pubblico attirerà, che riflessi produrrà. Ma proprio in questo sta il fascino dell'avventura: nella sua assoluta novità».
Tremila ore di fiction provenienti da tutto il mondo, ridotte a 1700 e quindi ad un programma finale di 140 titoli, di cui 25 in anteprima mondiale. Questo il carnet della prima edizione, «che aggiudicherà premi in quattro diverse sezioni: per i tv movies, le miniserie, la serialità, e la fiction italiana già edita». Opere da tutto il mondo, con prevalenza europea e italiana, soprattutto Rai. Una superiorità francamente sospetta, che Laudadio spiega così: «E' vero: la fiction Rai è più rappresentata di quella Mediaset. Ma solo perché la tv pubblica ne produce più di quella privata. E comunque il RomaFictionFest è autonomo, non disponendo di finanziamenti né della Rai né di Mediaset». Numerosi i titoli interessanti: dal kolossal Guerra e Pace (400 minuti di sontuosa trasposizione filmica del capolavoro di Tolstoj, con Clemence Poesy nei panni di Natascia e Alessio Boni in quelli del principe Andrej) alla curiosità di Rino Gaetano: ma il cielo è sempre più blu, titolo provvisorio della miniserie prodotta da Claudia Mori in cui Claudio Santamaria interpreta (e canta, straordinariamente bene, pare) i brani del popolare cantautore. Sempre fuori competizione, fra gli italiani si avranno le prime del Caravaggio di Longoni con Alessio Boni e le caravaggesche luci di Storaro, quindi di O' professore di Zaccaro, su un insegnante-coraggio nel quartiere napoletano di Scampia, ovvero Sergio Castellitto. Fra gli stranieri spiccano il tedesco Effetti collaterali (che censurato dalla tv tedesca racconta le conseguenze del medicinale tossico talidomide), l'inglese The Tudors (fastosa saga della celebre dinastia inglese) e alcuni episodi inediti di Lost e Grey's Anatomy. In concorso, invece, da segnalare il giovanilistico Noi due, col neo-divo delle ragazzine Federico Costantini, il carcerario L'amore proibito, con Adriano Giannini detenuto invaghito della sua assistente sociale, L'ultimo padrino di Marco Risi, con Michele Placido che interpreta Bernardo Provenzano, e Il generale Dalla Chiesa di Giorgio Capitani, con Giancarlo Giannini che incarna l'eroico generale. Qualche neo? «Le date - ammette lo stesso Laudadio -. In luglio molti artisti sono a girare sul set; per questo avremo meno ospiti del previsto (ma comunque verranno, fra gli altri, Ghini, Placido, Salvatores, Storaro, Castellitto, De Sica, la Cuccarini, la Chiatti, la Lisi, la Brilli, la Cortellesi) e per la prossima edizione cercheremo di anticipare a giugno».