Tolta una spilla dalla gola di una bimba

E adesso vergognatevi e multatevi. Fatelo, o preparatevi a una pioggia di denunce per omissione d’atti d’ufficio. Cara sindaco che ne ha sempre per tutti, che la colpa è sempre degli altri, che se i bus non circolano è colpa di chi usa l’auto, che se il marciapiede non è pulito i vigili arrivano di corsa a sanzionare i condomìni. Cara sindaco si dia una multa e se la paghi da sola. Bella salata. Moltiplicata almeno per 25mila e più volte, almeno per tutti quei genovesi che per colpa sua non hanno assistito alla partita di domenica. O moltiplicata addirittura per 650mila volte, per risarcire uno per uno i suoi concittadini, figli di una città che davanti a tutta l’Italia ha dimostrato di non essere neppure capace a pulire uno stadio. Altro che pavoneggiarsi per aver raggiunto il 19° posto nella classifica delle città più vivibili.
Cara sindaco, lo stadio è del Comune e il Comune non l’ha reso agibile. Punto. Se dopo mezza giornata dalla fine della nevicata i vigili erano già lì a far multe ai palazzi, non ci sono giustificazioni per chi, dopo due giorni non è stato capace di ripulire tribune e gradinate. Se probabilmente nella storia del calcio genovese una partita non si è disputata per impraticabilità degli spalti, non iniziamo a tirar fuori le storielle di chi si oppone a un impianto moderno, funzionale, europeo, a norma e bla bla bla. Non invochiamo le colpe della città dei settantenni, i signori del no, i rigurgiti del passato, i veti incrociati. Non funziona. Qui si tratta di saper fare il proprio mestiere oppure no. Qui si tratta di ordinaria amministrazione. Come dare l’acqua al prato d’estate per non farlo seccare, come usare i teloni (...)