TOM CRUISE Aspettando gli alieni fa il matto in Tv e giura sul nuovo amore

Ospite di Ophra Winfrey, salta per lo studio e garantisce sulla love story con Katie Holmes. Ma «Mission Impossible III» è in forse

Carlo Faricciotti

Se a fine mese gli schermi di tutto il mondo mostreranno i suoi scontri con gli alieni in La guerra dei mondi di Steven Spielberg, nella vita Thomas Cruise Mapother IV, meglio noto come Tom Cruise, sembra voglia incrociare le armi con mezzo genere umano: psichiatri, detrattori di Scientology, colleghi, produttori, malelingue in genere e quant’altro.
Un articolo dell’edizione on line del New York Times, qualche giorno fa, metteva in luce le crepe in quella che è una vera e propria industria - oltre che attore da 25 milioni di dollari a film, Cruise infatti è anche produttore di se stesso: il primo Mission: Impossible (1996) gli assicurò qualcosa come 70 milioni di dollari, la sua percentuale sugli incassi. Innanzitutto, secondo il quotidiano Usa, sarebbe in forse la realizzazione di Mission Impossible III, terzo capitolo della saga spionistica tratta dall’omonima serie tv degli anni Sessanta.
Le riprese del film, a lungo rimandato in cerca del regista in grado di raccogliere il testimone da Brian DePalma e John Woo, alla fine individuato in J. J. Abrams (regista di serie tv come Lost e Alias) sarebbero dovute cominciare il 18 luglio in Italia, nella Reggia di Caserta. Un dirigente del gruppo Viacom, cui la Paramount, produttrice del film, appartiene, ha invece dichiarato che «lo studio non ha ancora deciso se andare avanti con la produzione» e che «nessuna decisione definitiva è stata presa».
Il budget, che ha già superato i 150 milioni di dollari, è però solo uno dei problemi. A preoccupare di più i dirigenti della casa di produzione sembra essere il comportamento di Cruise nelle ultime settimane. La star, impegnata nella promozione del film di Spielberg, in uscita negli Usa il 27 giugno e in Italia il 29, ha scatenato i pettegolezzi con la sua apparizione in uno dei talk show più seguiti d'America, l'Oprah Winfrey show (il Maurizio Costanzo show degli americani), durante il quale «ha iniziato a saltare per tutto lo studio, sul divano, è caduto in ginocchio e ha ripetutamente professato il suo amore per la sua nuova compagna, l’attrice Katie Holmes, 27 anni» fino a oggi nota come interprete della serie tv Dawson’s Creek.
Un comportamento che non ha fatto altro che rinfocolare le illazioni sulla possibilità che il legame con l'attrice possa essere solo una trovata ideata ad hoc dagli uffici stampa degli studios, in primis Lee Anne De Vette, sorella di Cruise e da poco anche suo portavoce ufficiale, dopo aver preso il posto della collaboratrice «storica» dell’attore, Pat Kinglsey. Il Washington Post, a fine maggio, per esempio pubblicava il sondaggio realizzato da due periodici secondo cui il 65 per cento degli interpellati non credeva alla love story Cruise-Holmes, bocciandola come invenzione pubblicitaria.
Nell'articolo del NYT si parlava anche di un altro episodio: il botta e risposta con Brooke Shields, duramente criticata dall'attore per aver tentato di uscire dalla depressione post-parto di cui era vittima con l'uso di psicofarmaci. Un attacco cui la Shields ha reagito con una pesante stoccata: alludendo alla differenza d’età tra Cruise e la Holmes, ha detto: «Se Tom vuole vedere il musical con cui sono in scena ora a Londra, Chicago, gli manderò due biglietti: un adulto e un bambino». Che Tom abbia un atteggiamento «paterno» nei confronti di Katie è testimoniato peraltro da un episodio significativo: la Holmes ha rinunciato a interpretare Factory girl di George Hickenlooper, pellicola ispirata alla vita di Edie Sedgwick, amica e musa di Andy Warhol e amante di molte rockstar, morta a soli 28 anni in seguito a un'overdose da barbiturici. Un ruolo «negativo» che le sarebbe stato sconsigliato dall’accorto Cruise.
A scatenare l’ira di Cruise contro la psichiatria sono sia la sua esperienza personale - da bambino gli fu diagnosticata una dislessia e alcuni psichiatri gli consigliarono di assumere farmaci per controllare i suoi problemi di apprendimento - sia le sue credenze. Come molte star di Hollywood, John Travolta in primis, Cruise è un fervente adepto di Scientology, dottrina forgiata nei primi anni Cinquanta dallo scrittore di fantascienza L. Ron Hubbard. Scientology infatti considera la moderna psichiatria e i suoi farmaci molto dannosi. Inoltre l'interprete di Minority Report ha richiesto, durante le riprese della Guerra dei mondi, una tenda sul set per i rappresentanti del suo credo, che è riuscito ad avere solo per intercessione diretta del suo agente e di Spielberg.
Alla vigilia del compleanno numero 43 (cade il prossimo 3 luglio) Cruise sembra quindi deciso a rimettere in gioco la sua carriera, dopo la fine delle sue storie d’amore con Nicole Kidman e Penelope Cruiz e gli esiti non esaltanti, al botteghino Usa, di pellicole non «commerciali» come L’ultimo samurai e Collateral.