Tra Tom e Gerri vince la coppia

Diciamolo subito: ci vuole un bel coraggio, nell’era della «crisi del terzo anno» e del nichilismo ospite inquietante delle famiglie contemporanee, a portare in scena la coppia come valore assoluto, nella buona e nella cattiva sorte. È la scommessa tutt’altro che scontata di Radice di due, pièce in scena al Teatro Della Cometa fino al 16 marzo, tratta dal testo di Adriano Bennicelli, vincitore del premio Diego Fabbri 2006.
I «due», orchestrati dalla sapiente regìa di Enrico Maria Lamanna, sono Geraldina, interpretata da una bravissima Edy Angelillo, e il sempreverde Michele La Ginestra nel ruolo di Tommaso «Tom». Apparentemente quella di Tom e Gerri è una storia di ordinaria inquietudine, lui vittima di nevrosi infantili che sopperisce con apparente paternalismo, lei un tipo smart e smaniosa di emozioni forti ma con un evidente complesso di Elettra. Le loro strade si incontrano sui banchi di scuola e, come nella canzone di Venditti, non si divideranno mai nonostante giri immensi di amori e disamori che li porteranno a fare i conti, anche drammaticamente, con il centro di se stessi. Power of love, insomma, ma non solo. La commedia agrodolce diverte e emoziona soprattutto per la forza introspettiva e la sintesi con cui riesce a registrare a 78 giri l’arco intero di un’esistenza (pardon, «di due»), come in un setaccio che lascia in superficie esattamente l’essenziale. E alla fine, sorpresa: ciò che resta da salvare dal caos degli ideali e dei modelli di vita - sfacciatamente piccoloborghesi quelli del borgataro Tom, fintamente trasgressivi quelli della radical Gerri - è proprio l’amore. Non quello predatorio-narcisista di passioni prêt-à-porter ma quello che, come direbbe Ivano Fossati, spezza le vene delle mani e mescola il sangue col sudore.
In uno scenario surreale e spoglio, in cui campeggiano soltanto due improbabili poltrone, va in onda la «radice» dei sentimenti che, guarda caso, ci catapultano sempre all’infanzia, quella dei grandi sogni e dei primi batticuori, che il regista Lamanna rievoca sul palcoscenico con continui flashback che vedono i due amanti passare dai battibecchi di vita senile alle filastrocche da cortile tipo «uno-due-tre-stella». Per poi tornare ancora a sfidarsi, come i duellanti di Ridley Scott, sui grandi valori dell’esistenza.
Valori a tratti inconciliabili. Per lui, che dagli ideali adolescenziali si rifugerà nella vita monotona di un agente monomandatario, la felicità è una partita a pallone e una fetta di cocomero sul litorale di Ostia. Quando però la rockettara Gerri lo trascinerà in un rave demenziale sui tetti dei treni in corsa, maledirà se stesso ma riuscirà a saltar giù meglio di lei e dei suoi amici fuori di testa. Quanto a Gerri, sotto il vestito on the road (sulla scena, a differenza di lui, di abiti ne cambierà una decina) si spalanca progressivamente una voragine di insicurezza e dipendenze. Ma alla fine nessuno dei due l’avrà vinta perché, quasi sempre, nell’amore la ragione è dei fessi. In fondo Tom e Gerri, tra ironia e dramma, sembrano i due volti della stessa medaglia, l’uno lo specchio dell’altro e proprio per questo si detestano. Ma proprio per questo non riusciranno a fare a meno l’uno dell’altra.
Orari spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 17. Tel. 066784380.