Quando l'attore di scorta diventa la stella del film

"Apocalypse Now", "Forrest Gump", "Kill Bill", "Pretty Woman": molte pellicole di culto dovevano avere un altro protagonista...

Se la storia non si fa con i «se», quella del cinema un po' sì. Attraverso la chiave di lettura «prima scelta», si potrebbe riscrivere una buona parte della Settima Arte. Sono infatti parecchi i film rimasti impressi nell'immaginario collettivo, soprattutto grazie ai loro interpreti, i cui attori, spesso, non sono proprio di «prima scelta». Qualche giorno fa è comparsa sul sito Reddit la lista dei desideri che Quentin Tarantino stilò nel 1994 prima delle riprese del suo film più famoso, Pulp Fiction . La cosa incredibile è che, nell'indicare gli attori desiderati con un sistema di preferenze con gli asterischi, gli indimenticabili John Travolta, Uma Thurman e Bruce Willis non erano tra i favoriti del regista statunitense che invece avrebbe puntato, ad esempio per il ruolo di Vincent, al posto di Travolta su Michael Madsen, già diretto ne Le iene , impegnato però nelle riprese di Wyatt Earp . Di Uma Thurman, per il personaggio di Mia, invece neanche l'ombra. Tarantino mette in cima alla lista Virginia Madsen e poi Marisa Tomei, Patricia Arquette, Phoebe Cates, Bridget Fonda, Angela Bassett, Debra Winger, Robin Wright. Difficile però pensare che la scena del ballo tra John Travolta (che peraltro successivamente rifiutò Forrest Gump passato a Tom Hanks) e Uma Thurman avrebbe potuto avere lo stesso successo con altri interpreti. Ma anche Bruce Willis non era stato considerato per il ruolo del pugile Butch, prima di lui Matt Dillon, Nicholas Cage, Sean Penn e Johnny Depp.

Certo tutto è un po' casuale nella vita, ma a rileggere il successo di Pulp Fiction , la Palma d'Oro a Cannes, le 7 nomination agli Oscar, i più di 200 milioni di dollari incassati a fronte di soli 8 spesi, si può affermare con tranquillità che Tarantino ha avuto una bella dose di fortuna. Ma la storia si è ripetuta anche per Kill Bill in cui il regista avrebbe voluto Kevin Costner (attore che ha subito il processo inverso nel film di Lawrence Kasdan Il grande freddo dove il suo personaggio venne tagliato al montaggio e rimase solo la scena iniziale, cadavere irriconoscibile) invece di David Carradine e nel più recente Django Unchained in cui proprio per il ruolo di Django si era pensato a Will Smith invece che a Jamie Foxx.

Ma anche per un altro film ormai mitico, Pretty Woman , la storia del casting ne racconta delle belle, sia per Richard Gere, che non era certamente la prima scelta della produzione visti i provini con Al Pacino, Denzel Washington, Burt Reynolds e Daniel Day-Lewis, sia per Julia Roberts, non solo chiamata dopo il rifiuto di Sandra Bullock, ma anche di Meg Ryan e preferita all'ultimo momento alla nostra Valeria Golino.

E davvero, in questi casi, il gioco del «se» e delle sostituzioni proprio non funziona. Alcuni film non si possono immaginare diversamente. Anche se si tratta di grandi attori, come per Apocalypse Now e il ruolo del capitano Willard interpretato magnificamente da Martin Sheen. Al posto suo, per due settimane, sul set c'è stato Harvey Keitel prima di essere bruscamente licenziato dal regista. Ma i provini avevano visto interpreti del calibro di Jack Nicholson, Clint Eastwood, Al Pacino, Steve McQueen, James Caan e Robert Redford. Così come non si può separare Per un pugno di dollari da Clint Eastwood. In realtà Sergio Leone sognava per il suo film l'economicamente inarrivabile Henry Fonda, ma si sarebbe accontentato anche di James Coburn e Charles Bronson visti ne I magnifici sette . Tutti però costavano troppo. Fino a quando Leone non riuscì ad avere Fonda e Bronson per C'era una volta il West e Coburn per Giù la testa . Ma solo grazie agli incassi di quel semisconosciuto di Eastwood che fecero poi rimangiare a Leone la famosa battuta: «Ha solo due espressioni, col cappello e senza».