Tom Jones, ritmo e finezza

Nei remoti anni Sessanta Tom Jones ci apparve, fatte le debite proporzioni, come un Mario Del Monaco del pop: fisico aitante, voce possente, incline più agli atletismi canori che alle sfumature. Il suo stile viaggiava tra la melodia ampia - il grande successo Delilah, cantata in versione italiana da Jimmy Fontana come La nostra favola - e un’incoercibile voglia di rhythm and blues.
Ora l’ex minatore gallese, prepotentemente rilanciato anni fa dal cosmico successo di Sex bomb, torna con un album assai più orientato al chiaroscuro, di livello alterno ma di indiscutibile poliedricità: ritmi febbrili ma anche decantate finezze, ruvido soul, ironia (in Sugar daddy, autori Bono e The Edge) e alcuni spunti sociali. Con, ciliegina sulla torta, un caloroso omaggio a Bruce Springsteen in The hitter.