Tombe, il Comune deve 800mila euro ai milanesi

Bloccati da un anno e mezzo i collaudi dei monumenti funebri per i
quali i cittadini hanno versato una cauzione. Il ritardo
dell’amministrazione pubblica riguarda circa 80 pratiche. Le proteste:
«Abbiamo bisogno di quei soldi»

Se non fosse andato di persona negli uffici del Comune per scoprire che fine aveva fatto il suo sollecito del 2007, il signor M.T. avrebbe atteso la restituzione della cauzione di 7.436 euro in «eterno». «D’accordo, è una battuta. Però è la verità. Anche perché avevano perso tutta la mia documentazione». Di cosa stiamo parlando? Delle pratiche - un’ottantina - per i collaudi dei monumenti funebri che si sono arenate nelle stanze dell’amministrazione pubblica, settore servizi funebri. Da dicembre 2007 per la precisione. E non si tratta soltanto di pezzi di carta o di semplici comunicazioni, piuttosto di un debito di circa 800 mila euro che il Comune ha accumulato nei confronti dei cittadini. Ecco le ragioni.
Per costruire una tomba di famiglia in uno dei sette cimiteri urbani e suburbani, si deve prima fare domanda per il terreno e poi, una volta accordata la disponibilità, si lascia un deposito di pari importo al costo della concessione che viene restituito in toto dopo il collaudo dell’opera. Passiamo alle cifre. Per un giardino singolo la caparra da depositare nelle case comunali è di 7.436 euro, per quello doppio di 11.154, per un’edicola di famiglia invece sono 32.911,67 euro. Senza contare che quando si tratta del cimitero Monumentale, i prezzi sono molto, ma molto più alti. Quasi il doppio.
«Calcolando una media di diecimila euro per collaudo - spiega l’architetto Alessandro Liuzzi, presidente dell’Associazione imprese cimiteriali - e visto che le pratiche in sospeso sono circa ottanta tra tutti e sette i cimiteri, possiamo dire che il Comune deve restituire ai milanesi circa 800 mila euro». Mica spiccioli. Ma com’è possibile che ci sia un ritardo di un anno e mezzo nell’eseguire i controlli su tombe già costruite? «Ci sono richieste ferme dall’inizio del 2008. Quando poi il direttore del settore, il signor Balladore è finito in carcere tutti i suoi collaboratori sono stati esautorati dall’incarico». Da allora, non è più stato assegnato nessuno per proseguire i collaudi, aggiunge Liuzzi.
«Da febbraio 2007 ho continuato a sollecitare perché concludessero la mia pratica - racconta il signor M.T. che ha acquistato un giardino singolo al Cimitero Maggiore -, mi rispondevano che c’erano dei problemi con il Comune o con l’assessore. Quando sono andato negli uffici e ho scoperto che avevano perso la documentazione del mio deposito, mi hanno detto che era successo anche altre volte». L’ultima lettera del signor M.T. è datata 24 marzo 2009: dal Comune gli hanno promesso che entro un mese da quale timbro gli saranno restituiti i suoi 7.436 euro versati a mezzo di libretto bancario. «Non mi rimane che confidare nella buona collaborazione dell’amministrazione. Ma dopo tutto questo tempo, adesso ho bisogno di quei soldi». Proprio come R.G. che per seppellire il padre ha fatto costruire un’edicola di famiglia - una cappella per intenderci - al cimitero di Bruzzano e di euro al settore servizi funebri ne ha versati 32.911,67. «Stiamo aspettando da marzo 2008 il collaudo della nostra tomba. Abbiamo anticipato la cauzione a settembre del 2006 e non ce l’hanno ancora restituita. Con questi chiari di luna, è una bella cifra». A nulla sono servite le lettere di sollecito inviate al nuovo direttore del settore, la dottoressa Maistri. «Prima di passare alle vie legali, vorremmo chiedere all’assessore come vuole sistemare la situazione. Ci auguriamo che voglia riaprire un dialogo con le associazioni delle imprese per risolvere i problemi - conclude l’architetto Liuzzi -. Se non ci mettono mano in modo intelligente, coinvolgendo anche le associazioni di categoria non ne veniamo a capo». E pensare che fino a quindici anni fa, il settore funebre e cimiteriale era il fiore all’occhiello del Comune.